Imparare il Forex sui libri
Inviato il 31 luglio 2010 da Redazione

Abbiamo iniziato a vedere nello scorso articolo qual’è il modo migliore per imparare a fare Forex, considerando che ci sono tante scelte e tante possibilità . Sicuramente, alcuni preferiscono il “fai da te”, dato che lascia la massima libertà di operazione. Altri invece vogliono andare più sul sicuro optando per seguire dei corsi appositamente realizzati, che ti danno già degli strumenti testati che attendono solo di essere messi in pratica.
Altri ancora invece preferiscono optare per l’uso di robot forex. In quest’ultimo caso, però, bisogna stare molto attenti dato che non di rado capita di diversi trader principianti utilizzino questo metodo e finiscano per perdere davvero tanti soldi.Il problema con la maggior parte di questi sistemi è che non sono mai stati oggetto di scambi in tempo reale, ma sono semplicemente dei back test su dati storici.
La vera sfida del Forex trading è riuscire a fare negoziazione senza conoscere i prezzi di chiusura. Bisogna dunque evitare tutti questi pacchetti economici di Forex trading automatico che offrono enormi vantaggi senza alcun rischio, dato che difficilmente funzionano.
Altri ancora potrebbero preferire imparare a fare Forex su internet, oppure sui libri. Proprio questi ultimi, scritti da veri professionisti, possono dare dei consigli utili, piuttosto che limitarsi a dare delle considerazioni generiche.
Un aspetto che bisogna molto curare è quello della psicologia del commerciante e di come adottare la mentalità di un professionista vincente. Chiunque infatti può imparare a fare scambi Forex, ma la ragione per cui il 95% degli operatori perde denaro è dovuta principalmente ad una psicologia sbagliata.
Il denaro speso per acquistare dei libri scritti da persone competenti è uno dei migliori investimenti che si possano fare in termini di formazione Forex.
Il miglior modo per imparare a fare scambi Forex, in maniera gratutia, è capire ed imparare in maniera autonoma, magari aiutandosi con un corso o con un libro.
In conclusione possiamo dire che se avete la motivazione ad apprendere e desiderio di successo, ci sono tanti modi per poterlo raggiungere.
Il modo migliore per imparare il Forex
Inviato il 30 luglio 2010 da Redazione

Qual è il modo migliore per imparare il Forex trading? Ci sono molte opzioni e potremo vedere di seguito una rassegna dei vari metodi di apprendimento on-line del trading in valute.
Sicuramente i corsi gratuiti, che si trovano online sono un ottimo metodo. Potete inoltre utilizzare queste informazioni anche per elaborare una vostra strategia personale, senza bisogno di pagare nessuno. Questo metodo comporta il fatto che il trader sia fiducioso di sé e delle sue potenzialità , dato che deve fare delle ricerche e avere una grande motivazione al guadagno.
Molti commercianti invece preferiscono usare i corsi di Forex perché ti forniscono delle strategie già pronte e degli strumenti realizzati da trading che hanno un livello di esperienza comprovato. Con i corsi non bisogna fare alcuna ricerca, dato che la maggior parte dei corsi ci dà già delle strategie di trading Forex. Tutto quello che bisogna fare è solo imparare ad usarli. La maggior parte dei corsi Forex danno anche delle garanzie di rimborso del 100%, quindi potete sicuramente imparare a fare trading senza alcun rischio. I corsi di trading possono aiutarvi ad imparare a fare Forex in maniera rapida e priva di rischi.
Usare i servizi di un Expert Advisor del Forex e dei Robot di trading è un altro modo che potete usare, anche se non è proprio un metodo di apprendimento del Forex. E’ semplicemente un modo di usare un software di trading e attendere che inizino ad entrare i primi guadagni. Questo almeno in teoria, mentre in realtà nella maggior parte dei casi queste tecniche non funzionano al 100%. I trading principianti a volte preferiscono usare questo metodo, piuttosto che imparare, dato che si tratta di una cosa già pronta e confezionata. In realtà bisogna stare molto attenti. Nulla può sostituire il vostro giudizio, dunque state molto attenti e pensate veramente all’idea di fare da voi il vostro trading.
L’avversione al rischio, come investire
Inviato il 29 luglio 2010 da Redazione

Abbiamo iniziato a parlare nello scorso articolo dell’avversione al rischio, mettendo in evidenza come, in periodi di crisi dei mercati mondiali, gli investitori tendono ad investire su valute sicure, come ad esempio il franco svizzero, lo yen giapponese o il dollaro USA, oppure ad investire sulle commodities, come l’oro, considerato il bene rifugio per eccellenza.
Per chi volesse tuttavia investire anche in momenti di crisi e provare a “cavalcare l’onda”, sicuramente conviene considerare il fatto che ci sono delle coppie di valute su cui conviene investire, piuttosto che altre.
Le coppie di valute da considerare comprendono, volendo aprire delle posizioni short, AUD / JPY, AUD / USD, NZD / USD e EUR / USD. Tutti queste coppie di valute sono considerate senza rischio, in particolare le coppie di valute che includono anche il dollaro australiano.
A causa della differenza dei tassi di interesse tra la Reserve Bank of Australia e le altre banche centrali, in particolar modo quelle di Giappone e di Stati Uniti, gli investitori fanno carry trade sul dollaro australiano. Quando il vantaggio del carry trade termina, queste coppie di valute perdono terreno. Ecco dunque la possibilità di guadagnare denaro andando short.
Per chi volesse invece aprire delle posizioni in acquisto, conviene operare sulle coppie di valute USD / CHF e USD / CAD anche se queste non possono essere considerati degli investimenti sicuri. Le correlazioni tra USD / CHF e EUR / USD, oltre che quelle con il dollaro canadese e con i dollari di Australia e Nuova Zelanda, non sempre tengono durante le turbolenze del mercato finanziario.
Un’altra cosa che bisogna sempre ricordarsi di fare è quella di monitorare le posizioni che vengono aperte in maniera molto attenta, dato che bisogna essere pronti ad uscire in senza esitazione. Se si continua, infatti, le perdite potrebbero diventare catastrofiche e ci potrebbe volere molto tempo per recuperare.
Anche se con alcune coppie di valute i guadagni sembrano facili, conviene sempre aspettare le conferme degli indicatori prima di entrare nel mercato.
L’avversione al rischio
Inviato il 28 luglio 2010 da Redazione

Quando i mercati finanziari sono in subbuglio ci sono dei passi che i commercianti forex possono intraprendere per avere la sicurezza delle loro posizioni e magari trarre un vantaggio dalla situazione. Vediamo alcune linee guida di come potersi meglio comportare.
Per prima cosa dobbiamo dire che ci sono diversi segnali che il rischio è entrato nei mercati finanziari, tra cui i mercati azionari in forte calo. Questo lo si evince andando a guardare all’andamento degli indici delle borse mondiali, come ad esempio l’S & P , il PAX o il CAC, oltre ovviamente al NASDAQ e al Dow Jones.
Rendimento dei titoli in caduta e l’aumento dei prezzi sono dunque due segnali da tenere sotto controllo. Tuttavia, con l’attuale crisi incentrata attorno al debito sovrano europeo, ci sono altri segnali da tenere in considerazione.
Il calo dei prezzi delle materie prime invita in qualche modo gli investitori a spostare i loro capitali al di fuori di aree a rischio crescita. In periodi come questi può aumentare il prezzo delle commodities, come l’oro, considerato il bene rifugio per eccellenza.
C’è inoltre il rischio del deprezzamento delle valute. Anche in questo caso, gli investitori non sono disposti a tenere delle attività rischiose, dunque tendono a scegliere le valute rifugio, cioè quelle delle nazioni che si trovano meglio economicamente, come ad esempio il franco svizzero, lo yen giapponese e il classico dollaro americano, da sempre la valuta per eccellenza.
Gli indicatori che controllano la crisi finanziaria sono diversi. Tra questi possiamo vedere il Chicago Board Options Exchange Volatility Index, noto anche come VIX. Progettato per registrare la paura e l’incertezza dei mercati, quando il VIX ha un valore inferiore a 20 ci si trova in una fase di debolezza e di rischio.
Quando i mercati finanziari sono in crisi, conviene considerare l’apertura di certe posizioni piuttosto che altre, nel prossimo articolo andremo a vedere come meglio operare.
Chi sono gli investitori “partners”?
Inviato il 27 luglio 2010 da Redazione

Abbiamo visto nello scorso articolo che gli investitori possono essere divisi, secondo uno studio condotto nel Regno Unito, in tre categorie: trusters, partners e controllers. Nelllo scorso articolo abbiamo visto gli investitori trusters, ovvero coloro che si affidano per i loro investimenti a terze persone.
Gli investitori partners tendono ad avere un livello medio di trading e spesso vogliono essere coinvolti nel processo decisionale. In genere leggere i giornali o le riviste economico, nel tentativo di seguire i mercati. Possono contare sull’aiuto dei consulenti per poter fare trading. Essi sono interessati ad una sorta di “secondo parere” da parte degli intermediari finanziari o dei consulenti. Inoltre è possibile che questi trader richiedano l’intervento di un professionista per fare in modo che il trading sia corretto.
La difficoltà principale che hanno questa tipologia di investitori è quella di trovare il giusto equilibrio tra controllo e posizioni controllate dai trader. Mentre alcuni intermediari non accettano le indicazioni dei clienti, dato che tendono a pensare che i clienti non sappiano bene cosa fare, è essenziale in questo caso che i ruoli tra investitore e consulente siano molto chiari e ben definiti, per entrambe le parti. Qualora non fosse così il rischio concreto è quello di fare confusione e di avere un effetto negativo sull’andamento degli investimenti e del trading.
La cosa migliore è quella di avere magari una qualche forma di accordo scritto, anche se informale, che evidenzia la natura dei ruoli rispettivi di ogni parte.
Questa tipologia di situazione è la più delicata, dato che si tratta di un equilibrio di ruoli che bisogna necessariamente rispettare al fine di avere dei buoni risultati. Ripetiamo ancora una volta che rispettare l’equilibrio decisionale è necessario, altrimenti conviene cambiare collaboratore oppure rendersi conto di essere un’altra tipologia di investitore ed agire di conseguenza. La giusta scelta e la corretta definizione della propria situazione è fondamentale per il successo nel trading.
Chi sono gli investitori “controllers”?
Inviato il 26 luglio 2010 da Redazione

I controllers sono gli investitori sofisticati, o almeno così credono di essere. Questi investitori preferiscono adottare responsabilmente ed in maniera completamente autonoma le proprie decisioni circa il processo di investimento. Sono molto interessati al settore finanziario e hanno una buona conoscenza sia dei prodotti che dei mercati a cui si rivolgono. Sono degli investitori consapevoli dell’importanza di capire i vari prodotti sui quali possono investire, che sono disponibili ad apprendere sempre cose nuove e che sanno quello che vogliono.
Essi sono inoltre degli investitori che spendono una quantità considerevole di tempo alla ricerca dei giusti prodotti e dei corretti mercati, oltre al fatto di voler rimanere sempre aggiornati sull’andamento dei mercati stessi. Inoltre, essi tendono ad essere sempre aggiornati seguendo le ultime conferenze di investimento e seminari in merito. Questo non significa necessariamente che sono investitori propensi al rischio, ma che lo capiscono e sanno come costruire un portafoglio ottimale, che tenda a limitare i rischi al massimo. Tali investitori spesso effettuano le loro posizioni da soli, il che significa che non chiedono spesse il parere di un consulente.
Questi investitori sono decisamente sofisticati. Attenzione però al fatto di non sopravvalutare mai le proprie conoscenze ed abilità , altrimenti si corre il rischio di perdere denaro e di mettersi nei guai.
Il consiglio che è possibile dare ai vari investitori Forex è quelli di essere sempre pronti ad operare con una corretta pianificazione finanziaria. Attenzione anche al fatto che una eccessiva vulnerabilità degli investitori, che sono magari troppo fiduciosi nelle proprie potenzialità , può essere dannosa, così come una ecessiva mancanza di fiducia.
Per gli investitori trusters, e in misura minore anche per gli investitori partners, la facilità di comprensione del mercato è fondamentale. Le giuste verifiche devono essere realizzate in qualsiasi processo di investimento, al fine di essere sicuro che le circostanze personali e finanziarie delle persone siano sempre prese in considerazione.
Chi sono gli investitori “trusters”?
Inviato il 24 luglio 2010 da Redazione

Abbiamo iniziato a parlare nello scorso articolo degli investitori e del fatto che, secondo uno studio inglese datato 2004, essi sono divisibili in tre diverse categorie: truster, partners e controllers.
I trusters sono coloro che fanno costante affidamento sugli altri. Non sorprendentemente, essi hanno il più basso livello di sofisticazione. Sono anche coloro che capiscono meno i rischi legati agli investimenti e tendono ad essere ingenui, fidandosi ciecamente di ciò che i consulenti o le società di investimento possono dire di poter fare per loro.
Tale ingenuità può portare ad una eccessiva dipendenza dalle persone esperte del settore, che può aprire la porta a potenziali abusi. In alternativa, può portare nervosismo e diffidenza verso le persone, andando ad adottare un approccio al risparmio, che è sicuramente avverso al rischio.
Quando gli investitori mancano di comprensione dei loro investimenti, significa che sono spesso disinformati su cosa si intende con alto, medio e basso rischio, ovvero le tre categorie standard che prevalgono negli investimenti.
Gli investitori pensano che spesso avere a che fare con le azioni è rischioso o che i gestori di fondi in generale comprano azioni con astuzia e che vi sia uno scarso rischio. In generale la realtà è che maggiore è il valore delle azioni che un investitore ha nel suo portafoglio, maggiore è la quantità di rischio della egli assume rispetto al semplice lasciare il denaro in un conto di risparmio.
Mentre molti investitori comprendono i principi di diversificazione del rischio abbastanza bene per evitare di “mettere tutte le uova in un solo paniere“, essi non sempre sanno come evitare che ciò accada. I trusters, per esempio, dimostrano di avere una scarsa comprensione delle classi di attività e poca consapevolezza della serie di prodotti disponibili sul mercato. Di conseguenza, tendono a delegare la maggior parte delle responsabilità verso gli altri, il che porta ad avere risultati alquanto confusi.
Che comprensione hai del rischio degli investimenti?
Inviato il 23 luglio 2010 da Redazione

Uno studio condotto nel 2004 in Inghilterra sui consumatori ha fatto luce su come la gente capisce i propri investimenti. La comprensione o, in alcuni casi, la mancanza di comprensione, porta ad avere specifici tipi di comportamento. E’ importante per gli investitori essere a conoscenza delle differenze tra i vari gradi di rischio degli investimenti. Andiamo dunque a studiare che cosa possono imparare gli investitori circa la loro comprensione dei loro investimenti.
Per prima cosa, coloro che hanno preso parte allo studio, sono stati divisi in tre gruppi:
- Trusters, ovvero gli investitori sofisticati, che si basano principalmente su loro consulenti;
- Partners, ovvero quelli che hanno un livello intermedio di sofisticazione e che lavorano insieme con i loro consulenti;
- Controllers, ovvero degli investitori sofisticati che spesso sperimentano nuove situazioni e che si affidano alla loro comprensione del mercato per poter fare le loro decisioni.
Questa categorizzazione fornisce una grande idea di come possa essere la natura degli investitori, di quello che fanno e di quello che si aspettano, oltre che dei rischi connessi ai loro investimenti e delle opportunità che esistono, sia per gli acquirenti che per i venditori stessi.
E’ importante sapere che la conoscenza teorica del rischio è ben diversa dalla conoscenza pratica dello stesso. Chi ha studiato materia specifiche può avere delle conoscenze teoriche del rischio, ma nel momento in cui si tratta di applicarle al mercato le cose potrebbero non andare così bene come ci si attende.
Per questo motivo è sempre bene che, anche chi non abbia studiato la materia ma voglia comunque provare ad investire, lo faccia senza paura e senza remore, dato che potrebbe in ogni caso avere successo. E’ tutta una questione di studio e di pratica.
Nei prossimi articoli andremo a vedere più in dettaglio ciascuno dei tre gruppi. Alla fine di questo “viaggio” potrai capire meglio a quale gruppo appartieni ed agire di conseguenza.
Spread sul Rollover
Inviato il 22 luglio 2010 da Redazione

Alcuni broker di forex offrono un migliore spread sul rollover. Questo può avere un impatto significativo sulla linea di fondo da tenere nelle nostre operazioni, qualora si prevedesse di mantenerle aperte durante la notte, in maniera regolare.
I commercianti che tengono aperte diverse posizioni durante la notte sono influenzati, ovviamente, da un periodo di tempo più lungo rispetto a quello che va ad influenzare gli operatori intraday. Di conseguenza, per chi volesse operare nel medio o lungo periodo, comunque per un periodo di tempo maggiore rispetto all’intraday, dovrebbe sempre controllare come il broker con il quale si appoggia gestisce i rollover.
Come esempio di una posizione rollover possiamo considerare la situazione in cui un trader apre una posizione long in dollari australiani contro lo Yen giapponese per lo spot di valore. Ipotizziamo, per capire meglio il discorso, che tale operatore apra una posizione per un importo di 1 milione di dollari australiani, attraverso un broker che esegue il rollover automatico.
Alle ore 17:00 di New York, nel momento in cui si pratica tale rollover, il broker chiude la posizione del suo cliente, andando dunque short, ovvero vendendo dollari australiani ed acquistando invece Yen giapponese. Ipotizziamo che il rapporto di cambio delle posizioni sia di 75.00 .
Dopo aver chiuso la posizione, il rollover presuppone che la stessa posizione venga poi riaperta. Ipotizziamo ora che, dopo il rollover, il valore del rapporto di cambio sia di 74,90 . In questo caso il commerciante avrebbe guadagnato dal rollover, dato che ha favorito il dollaro australiano contro lo yen giapponese.
Ovviamente, il guadagno viene calcolato in percentuale, dunque l’impatto effettivo, in termini monetari, va calcolato a seconda della grandezza della posizione aperta. Bisognerebbe sempre capire come è meglio sfruttare il rollover delle posizioni, dato che sicuramente potrebbe portare ad avere dei guadagni interessanti, soprattutto alla lunga.
Forex Rollover: considerazioni
Inviato il 21 luglio 2010 da Redazione

Il differenziale del tasso di interesse tra una coppia di valute può essere il vostro migliore amico o il vostro peggior nemico quando fate forex trading, dato che ha influenza sul rollover. Il rollover può influenzare praticamente qualsiasi operatore che mantiene aperte delle posizioni durante la notte e può avere un impatto particolarmente forte su una strategia commerciale.
Inoltre, questo importante effetto del tasso di interesse viene amplificato dalle coppie di valute che hanno un alto differenziale di interesse tra le valute interessate.
Andiamo a vedere alcune considerazioni importanti per quanto riguarda il rollover nel Forex, comprese delle considerazioni circa il funzionamento dello stesso e l’importanza dei differenziali di swap.
La maggior parte dei commercianti di forex che mantengono aperte le loro posizioni durante la notte sono influenzati dal rollover. Questo si verifica di solito ogni giorno, automaticamente, alle ore 05:00 di New York, circa la mezzanotte italiana.
In generale, tali posizioni overnight saranno accreditato di un certo numero di pips se il trader ha acquistato, tra le due valute di una coppia, quella con i più alti tassi di interesse. Viceversa, c’è un addebito di pips.
Gli operatori che detengono posizioni durante la notte al momento del rollover di solito troveranno le loro posizioni addebitate o accreditate automaticamente. E’ una cosa che fa il broker e che non costa nulla al trader.
La meccanica del rollover è semplice e coinvolge lo swap, dato che la posizione viene chiusa per essere immediatamente riaperta con i valori dei tassi di interesse aggiornati. Inoltre, il mercoledì, quando solitamente la data di valuta della posizione viene portata da venerdì al successivo lunedi, il valore del rollover include anche i due giorni extra che ci sono durante il weekend, dato che sia sabato che domenica tutte le borse mondiali sono chiuse e non c’è operatività Forex. I tassi di interesse continuano però a produrre i loro effetti, da qui il fatto di essere considerati anche durante il weekend.
Older Posts »

Homepage
Recensioni
Blog
Contatti
