
Per anni tante persone si sono chieste che cosa ci sarebbe voluto per far “cadere” Berlusconi dal ruolo di primo ministro. Sono state tante infatti le richieste di dimissioni da parte dell’opposizione, ad esempio. Proprio ieri si è avuta la causa scatenante. Berlusconi infatti non ha avuto praticamente la fiducia da parte del suo governo. Il provvedimento che si è dovuto votare ieri è passato grazie alle astensioni, ma i 308 voti raccolti in favore sono un voto di sfiducia implicita. Berlusconi ha detto infatti che si dimetterà appena dopo che il pacchetto di austerità passerà in Parlamento, la prossima settimana.
La cosa più importante è evitare, per quanto possibile, ogni ulteriore ritardo e incertezza. Con i intorno alla situazione dell’Italia e alla capacità del suo governo di affrontare il problema, Berlusconi ha accettato il monitoraggio da parte del Fondo monetario internazionale, ma ha detto che l’Italia non ha bisogno di aiuto finanziario.
La situazione italiana tuttavia non è semplice. I rendimenti delle obbligazioni italiane sono vicini al 7 per cento, con lo spread rispetto ai titoli tedeschi che è salito a quasi 5 punti percentuali. A quei livelli Grecia, Irlanda e Portogallo sono stati costretti a cercare dei salvataggi in UE e in FMI.
Ora in Italia dovrebbe esserci un governo “tecnico”, con il presidente che dovrebbe nominare un uomo non politico, rispettato, come primo ministro temporaneo, dicendogli di far passare le misure di stabilizzazione fiscale. Mario Monti è stato proposto per il ruolo, dato che è rispettato sia in patria che all’estero. Sarebbe effettivamente una buona scelta. Ma indipendentemente dall’uomo scelto, il suo compito sarà tutt’altro che facile. Dovrebbe infatti avere il sostegno del Parlamento per l’aumento di tasse impopolari, di tagli alla spesa e di riforme sulla previdenza e sul diritto del lavoro. In Italia la situazione non è senza precedenti, dato che il paese ha vissuto un momento simile, anche se meno impegnativo, nel 1990.















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