Archive for the ‘Analisi Tecnica’ Category

Analisi tecnica

giovedì, dicembre 10, 2009@ 3:20 PM
Author: admin

analisi tecnica

Nel Forex possiamo distinguere sostanzialmente due diverse tipologie di analisi del trend in corso. Stiamo parlando dell’analisi tecnica e dell’analisi fondamentale. L’analisi tecnica è sostanzialmente lo studio che si fa sul cambiamento dei prezzi, basandosi sull’analisi dei grafici passati al fine di prevedere l’andamento futuro del mercato. La considerazione che sta alla base dell’analisi tecnica è quella che spesso le condizioni del mercato possono ripetersi, anche a distanza di diverso tempo.

L’analisi tecnica diventa dunque estremamente utile per riuscire a capire e ad intuire, prima che si verifichi nella pratica, l’andamento di una valuta oppure di un indice. Riuscire ad intuire questa cosa ci permetterà di aprire delle posizioni che “cavalcheranno l’onda” del trend e riusciranno a farci guadagnare denaro dall’apertura di una posizione.
Lo studio dell’analisi tecnica nel Forex, ma anche nei mercati finanziari in generale, si basa su tre principali movimenti di mercato:  prezzo, volume e open interests (ma questi ultimi valgono solo per i future).

Alcuni degli argomenti che ci troveremo ad affrontare entrando nel profondo dell’analisi tecnica sono quelli relativi ai grafici, ai livelli di supporto e di resistenza, alle figure di continuazione del trend e alle figure di inversione dello stesso. Andremo inoltre ad analizzare gli indicatori utili per capire e prevedere l’andamento di un trend del mercato.

Un occhio di riguardo dobbiamo sicuramente metterlo soprattutto sugli indicatori di mercato, che sono sostanzialmente degli aiuti concreti che possiamo avere, mentre facciamo trading Forex, per capire in che direzione il mercato si sta evolvendo. E’ inoltre molto importante riuscire a riconoscere un livello di supporto e un livello di resistenza, dato che sono fondamentali per farci capire quando un trend è tanto forte da poterci investire con relativa sicurezza.

Analisi intermarket, il rapporto tra azioni e tassi di interesse

giovedì, dicembre 10, 2009@ 3:12 PM
Author: admin

analisi

Concludiamo le analisi sull’analisi intermarket con questo approfondimento dedicato al rapporto che esiste tra il mercato azionario e i tassi di interesse. E’ semplice capire in che maniera questi due mercati sono tra di loro legati. Se, ad esempio, i tassi di interesse sono più alti, significa che l’azienda dovrà sostenere dei costi che maggiori e che, di conseguenza, il suo andamento economico sarà peggiore. Dunque, il suo valore azionario rischia di scendere. Al contrario, se i tassi di interesse sono bassi allora l’azienda ha minori costi e riesce ad investire di più. Di conseguenza ci sono maggiori prospettive di guadagno e il titolo aziendale sale. Sappiamo, infine, che i vari indici sono calcolati come una media degli andamenti delle singole azioni che compongono quel dato indice.

Effettivamente, andando ad analizzare i grafici relativi all’andamento dei tassi di interesse e quello relativo ai maggiori indici mondiali, vediamo come c’è una relazione inversa tra questi due valori.

Anche in questo caso, come negli altri due precedenti, possiamo usare l’andamento dei tassi di interesse per tentare di valutare come si muoveranno gli indici delle principali borse mondiali.

Concludendo il discorso sull’analisi intermarket possiamo senza dubbio dire che è molto importante capire come poter analizzare contemporaneamente diversi mercati per avere delle informazioni aggiuntive che l’analisi di un solo mercato per volta non ci consentirebbe di avere. Dato che i mercati sono legati tra loro, dalla variazione di uno solo di essi potremmo avere un effetto domino che interessa anche gli altri. Per questo motivo capire, ad esempio, che ad un aumento dei tassi di interesse potrebbe corrispondere una diminuzione del valore degli indici delle principali borse mondiali, potrebbe permetterci di aprire delle posizioni positive e di guadagnare diverso denaro.

Analisi intermarket tra valute e materie prime

giovedì, dicembre 10, 2009@ 3:08 PM
Author: admin

analisi intermarket

Nella prima serie di approfondimenti avevamo detto che ci saremmo soffermati su tre diverse tipologie di relazioni tra diversi mercati: tassi di interesse e materie prime, tassi di interesse ed azioni, valute e materie prime. Dopo aver approfondito che tipologie di relazioni e di risultati possiamo estrapolare dall’analisi congiunta dei tassi di interesse e delle materie prime, vediamo in che maniera possiamo correlare anche le valute e le materie prime. A livello di Forex, possiamo senza dubbio dire che questo è forse uno degli argomenti più interessanti, anche in considerazione del fatto che le valute sono la tipologia di bene finanziario più scambiata. Allo stesso modo anche l’analisi del rapporto tra mercato azionario e tassi di interesse è interessante, dato che nel Forex è anche possibile “giocare” con l’andamento degli indici delle principali borse mondiali.

La condizione fondamentale che sta alla base del rapporto tra materie prime e valute è che queste ultime riescono ad influenzare il mercato le prime e, di conseguenza, anche i mercati azionari.

Se una valuta è debole per un certo periodo di tempo, allora c’è un rischio maggiore che ci sia una pressione da parte dell’inflazione tale da portare alla crescita del valore delle materie prime, come ad esempio petrolio, oro e argento, e del valore del mercato dei tassi di interesse. Il discorso vale ovviamente anche al contrario, ovvero se una valuta è molto forte allora il valore delle materie prime potrebbe diventare molto più basso anche a causa di una minore spinta dell’inflazione.

Se andiamo a guardare questa considerazione nella realtà, possiamo portare l’esempio del momento in cui una valuta è fortemente svalutata nei confronti delle altre. Per quel dato paese risulterà più difficile acquistare beni di prima necessità, che pertanto costeranno di più. Basti pensare che il petrolio è quotato in dollari e che, se l’euro dovesse svalutare molto nei confronti del biglietto verde, un barile di petrolio non costerebbe più, ad esempio, 50 euro ma 80.

Analisi intermarket tra valute e materie prime, usare i grafici

giovedì, dicembre 10, 2009@ 3:03 PM
Author: admin

analisi intermarket 4

Così come abbiamo già usato i grafici per mettere in relazione le materie prime con i tassi di interesse, questa volta usiamo lo stesso metodo anche per capire che tipologia di correlazione esiste tra le materie prime e le valute.

Come indice di riferimento prendiamo il dollar index (USDX), che è un indice che misura l’andamento del dollaro USA nei confronti del paniere formato dalle principali valute mondiali, ovvero Euro, Yen Giapponese, Sterline Inglese, Dollaro Canadese, Corona Svedese e Franco Svizzero. L’uso del dollar index è stato introdotto nel 1973, dopo la sigla degli accordi di Bretton Woords, con un valore di 100.000 . Il punto più basso di questo indice è stato toccato il 16 marzo 2008, quando fece registrare 70.698 punti.

Come punto di riferimento temporale prendiamo i dati che si stanno registrando proprio in questi giorni. Il dollar index sta avendo una tendenza ribassista, ovvero il dollaro è debole contro tutte le altre valute. Al momento questo indice ha anche violato l’area 61,80% di Fibonacci, il che conferma la debolezza. Se dall’altra parte confrontiamo l’andamento del cross valutario tra euro e dollaro effettivamente abbiamo una conferma che il biglietto verde sta vivendo un momento particolarmente difficile.

Allo stesso modo possiamo cercare una ulteriore conferma anche andando ad analizzare i rapporti di cambio tra il dollaro e le altre valute mondiali.

Effettivamente come possiamo valutare da questo esempio, il rapporto tra l’indicatore primario dollar index e il cross valutario in sé esiste ed è tangibile. Ribadiamo il concetto che riuscire a comprendere in pieno l’analisi intermarket ci consente di operare con una maggiore cognizione di causa anche perché riusciamo meglio a capire quali potrebbero essere gli effetti di un dato movimento di mercato su altre valute o indicatori primari.

Analisi intermarket tra materie prime e tassi di interesse

giovedì, dicembre 10, 2009@ 2:59 PM
Author: admin

analisi intermarket 3

Nello scorso articolo abbiamo avuto modo di introdurre l’analisi intermarket, affermando che è molto importante studiare le relazioni che intercorrono tra i mercati stessi, dato che essi non sono separati. Continuiamo il nostro approfondimento andando a prendere in considerazione il CRB Index per effettuare l’analisi delle materie prime. Per andare a calcolare l’andamento dei tassi di interesse invece prenderemo in considerazione l’andamento dei T-Notes USA.

Il CRB Index è l’indice del paniere di beni che include solamente le materia prime, come ad esempio le risorse energetiche, i metalli e le materia agricole ed alimentari. I T-Notes sono invece i titoli di stato emessi dagli Stati Uniti, i quali hanno una scadenza che va dai 3 ai 5 anni. Questa tipologia di titoli di stato è ideale per i nostri studi e per le nostre analisi, dato che ci permettono di tenere controllato l’andamento del mercato nel medio periodo.

Se guardiamo all’andamento del CRB Index vedremo che fino al 2001 questo indice è stato sostanzialmente al ribasso. Dal 2002 poi ha avuto un incremento notevole, che continua ancora oggi. Il tasso di interesse sui T-Notes ha invece avuto un andamento sostanzialmente in discesa fino al 2003, momento dal quale poi l’indice è andato sempre in rialzo.

Che relazione c’è tra CRB Index e tasso di interesse dei T-Notes? Fino ad ora l’andamento dei CRB Index ha sempre avuto un’influenza anche importante sull’andamento del T-Notes. In questo senso ci si attenderebbe una relazione molto forte tra i tassi di interesse e le materie prime. In realtà la correlazione tra queste due variabili risulta alquanto debole, come mai?

Per tentare di dare una risposta a questa domanda e capire se effettivamente l’andamento delle materie prime è strettamente legato ai tassi di interesse, così come si suppone, bisogna usare dei modelli econometrici, che vedremo nel prossimo approfondimento.

Analisi intermarket con i grafici

giovedì, dicembre 10, 2009@ 2:54 PM
Author: admin

analisi intermarket 2

Negli scorsi approfondimenti abbiamo iniziato il discorso dell’analisi intermarket, affermando che è molto importante analizzare in maniera correlata i vari mercati perché effettivamente essi sono legati tra di loro e non è possibile vederli come entità separate. Questo è il primo approfondimento, quello introduttivo, mentre qui potete leggere il secondo approfondimento, che mette in relazione le materie prime ed i tassi di interesse.

Abbiamo fino ad ora capito che tra le materie prime e i tassi di interesse c’è una relazione, ora vediamo come poterla usare per realizzare un guadagno nel Forex. Basta semplicemente effettuare una doppia analisi tecnica ed integrarne i risultati.

Se ad esempio andiamo ad analizzare l’andamento dei grafico delle materie prime e notiamo che c’è un livello di supporto o di resistenza, nel momento in cui tale livello è rotto allora possiamo cercare una conferma nei tassi di interesse. Ovviamente, il discorso vale anche al contrario, ovvero usare il grafico delle materie per cercare delle importanti conferme sull’andamento del grafico dei tassi di interesse.

Integrare l’analisi tecnica di due diversi grafici ci consente di avere uno strumento assolutamente migliore e più efficiente rispetto all’analisi che possiamo fare su un grafico singolo. In questa maniera riusciremo ad avere, anche prima che si manifestino, dei segnali relativamente all’uscita o all’entrata in un mercato.

Allo stesso modo possiamo guardare la relazione tra tassi di interesse e materie prime usando gli indicatori di mercato. Anche in questo caso, infatti, riusciremo ad applicare gli indicatori su una doppia serie di grafici e ad avere un numero di informazioni nettamente maggiore rispetto all’applicazione su un grafico solo.

Ovviamente l’integrazione delle informazioni tra i due grafici migliora con il tempo e con l’esperienza, ma considerando i risultati che sarebbe possibile avere vale sicuramente la pena investire tempo e risorse nell’apprendere come effettuare questa correlazione.

Analisi intermarket

giovedì, dicembre 10, 2009@ 2:45 PM
Author: admin

analisi intermarket

L’analisi intermarket è una delle discipline più importanti dell’analisi tecnica. Sostanzialmente, come possiamo intuire dal nome, l’analisi intermarket ha come obiettivo quello di studiare le relazioni tra i mercati delle valute, quelli delle materie prime, quelli dei titoli di debito e quelli delle azioni. Il motivo per il quale questa tipologia di analisi è così importante lo si capisce se consideriamo che i mercati di oggi sono sempre più correlati tra di loro. Riuscendo a capire correttamente come poter applicare un’analisi intermarket al nostro modo di fare trading riusciremo a creare meglio un modello di investimento globale, che non si limiti più solo ad una o due diverse tipologie di investimenti, ma li possa racchiudere tutti.

La prima relazione che bisogna studiare quando si parla di analisi intermarket è quella tra i tassi di interesse e le materie prime, dato che sono entrambe dei mercati di notevole importanza.

La teoria economica vuole che si riesca ad intuire l’andamento dei tassi di interesse studiando come si muove il trend delle materie prime. Sostanzialmente, il mercato delle materie prime e quello dei tassi di interesse sono strettamente legati tra di loro. Considerando il fatto che il costo delle materie prima incide sui costi aziendali e, di conseguenza, sulla possibilità di spesa del consumatore finale, ecco come un aumentare del costo delle materie prime riduce la possibilità di spesa. Per questo motivo riuscire a studiare correttamente il mercato delle materie prime ci consente anche di analizzare e di prevedere come si muoveranno i tassi di interesse.

Inoltre, studiare i prezzi delle materie prime e l’andamento dei tassi di interesse ci consente anche di capire in che maniera potrebbe muoversi l’inflazione.

Continueremo nei prossimi approfondimenti ad analizzare il rapporto che esiste tra le materie prime e i tassi di interesse. Dopo di che andremo ad analizzare anche il rapporto tra tassi di interesse ed azioni e tra valute e materie prime.

Testa e Spalle Forex

sabato, dicembre 5, 2009@ 2:55 PM
Author: admin

testa

La figura del Testa e Spalle Forex è una delle figure di inversione tra le più efficaci che è possibile trovare nel Forex. Il nome di questa figura deriva dalla particolare formazione che i grafici assumono, che ricorda appunto due spalle ed una testa.

Analisi Tecnica: Testa e Spalle Forex

La figura Testa e Spalle, in inglese nota come Head and Shoulders, è senza dubbio la più efficace figura di inversione del trend che possiamo avere, sia in termini di inversione di un trend al rialzo che di inversione di un trend ribassista, anche se in questo caso parliamo specificatamente di Testa e Spalle inversa.

La figura Testa e Spalle è formata da tre rialzi successivi, con il secondo rialzo, quello centrale, più alto rispetto agli altri.

Dopo il primo punto di massimo relativo, il trend ritraccia fino ad un certo livello, noto come neckline, linea del collo, per poi tornare a salire verso un nuovo punto di massimo, più elevato rispetto al precedente. A questo punto il trend torna a scendere verso la neckline e, dopo averla toccata, sale per la terza ed ultima volta, fino ad un punto di massimo che è all’incirca sullo stesso livello di quello raggiunto con la prima spalla.

Testa e Spalle Forex, attenzione ai volumi

L’inversione del trend segnalata dalla figura di testa e spalle Forex deve coincidere anche con i volumi del trend stesso. I volumi subiscono una grande impennata verso il massimo che porta alla formazione della prima spalla, quella a sinistra della testa.

Nel trend in salita tra la neckline e la testa, i volumi tornano ad aumentare ma in maniera minore rispetto a quelli avuti prima della spalla sinistra.

Allo stesso modo, i volumi della salita tra la neckline dopo la testa e la seconda spalla devono essere ancora inferiori rispetto ai volumi delle altre due salite.

Testa e Spalle Rovesciato

Le stesse considerazioni che abbiamo fatto fino ad ora per la figura Testa e Spalle, valgono anche per il Testa e Spalle Rovesciato, che indica l’inversione di un trend in discesa.

Strategie di trading avanzate, Fibonacci, come applicare la tecnica

venerdì, dicembre 4, 2009@ 10:03 AM
Author: Redazione

Nello scorso articolo abbiamo visto che una delle tecniche di trading interessanti che possiamo applicare è quella di usare i numeri di Fibonacci applicati a degli indicatori: EMA 100, SMA 150 e RSI. Ricordiamo che i valori del ritracciamento di Fibonacci che andremo a considerare sono 0,382, 0,618, 0,250 e 0,750. Ricordiamo inoltre che, dato che non viene impostato alcun take profit, ovvero nessuno stop in guadagno, è importante controllare costantemente come sta andando il nostro trade, per evitare di perdere i guadagni accumulati.

I livelli di ritracciamento di Fibonacci saranno numerati sempre dal basso verso l’alto, senza andare a considerare se il trend si muove verso l’alto o verso il basso. Ad esempio, in basso al nostro grafico avremo sempre 0,250, quindi avremo 0,382, 0,618 e, infine, sulla parte superiore, il livello 0,750

Relativamente alle regole di ingresso nel trend, dobbiamo seguire queste indicazioni;

1. il valore dell’EMA e dello SMA. Ad esempio, se l’EMA è maggiore, allora avremo un trend in salita, se invece è maggiore lo SMA, il trend sarà in discesa;
2. il valore dell’RSI. Ad esempio, vendere sotto 50, acquistare al di sopra di questo valore.

Dopo che avremo applicato Fibonacci su un’onda più grande di 100 pips, attendiamo che il prezzo vada all’interno del canale “must”, ovvero il canale compreso tra i livelli di Fibonacci 0,382 e 0,618 .

A questo punto avremo che se una candela completa, comprese le ombre, si chiude al di sotto del livello di ritracciamento 0,250, andiamo short. Ovviamente, la regola vale sia per aprire nuove posizioni che per uscire da posizioni long.

Se, al contrario, la candela completa, comprese le ombre, si chiude al di sopra di 0,750 andiamo long. Allo stesso modo, vale anche per uscire da posizioni di tipo short.

Dopo aver avuto il movimento del trend superiore a 100 pips, bisogna impostare nuovamente l’onda di Fibonacci, cambiando i livelli di ritracciamento.

Analisi tecnica dei mercati

giovedì, dicembre 3, 2009@ 12:04 PM
Author: admin

analisi tecnica

L’analisi tecnica è parte fondamentale delle analisi che un trader può fare sui mercati al fine di tentare di prevedere il movimento dei trend. Oltre all’analisi tecnica, infatti, si parla anche di analisi fondamentale.

In questo approfondimento inizieremo a vedere come possiamo distinguere i movimenti del mercato, mentre nel prossimo studieremo il ritmo del mercato e le sue varie fasi. Sono degli argomenti molto importanti per coloro che vogliono fare Forex in prima persona per il semplice motivo che, per fare Forex, è importante conoscere con accuratezza ed attenzione il mercato di riferimento, per capire come si muove e come possiamo tentare di anticiparlo nella maniera più precisa possibile.

A livello di analisi tecnica, possiamo dire che il mercato si divide in tre grandi sezioni, o movimenti.

Si parla dunque di movimento primario o di lungo periodo per indicare l’andamento di base del mercato stesso, quello che bisogna andare a guardare nel momento in cui vogliamo capire l’andamento di un trend.

Parliamo poi di movimento secondario, o di medio periodo, nel momento in cui stiamo osservando dei movimenti che vanno in direzione opposta al movimento principale del mercato. Questi trend di medio periodo possono avere una durata che varia da poche settimane anche fino a qualche mese e oltre. In questo caso si parla di movimento di ritracciamento, che può arrivare anche fino al 50% della grandezza del movimento principale.

Si parla infine di movimento terziario, oppure minore, per indicare quei movimenti minori, che hanno una durata solamente limitata nel tempo, di durata al massimo di poche settimane.

Nel Forex sono importanti tutti i tre questi movimenti. Mentre il primo è importante per capire il movimento generale del mercato, l’ultimo è fondamentale per tentare di trovare il punto ottimale di ingresso o di uscita dal mercato stesso.

Continueremo questa analisi nel prossimo approfondimento, con il ritmo del mercato.