Come impostare gli obiettivi di prezzo per le master candle
Inviato il 14 agosto 2010 da Redazione

Abbiamo visto nell’articolo di ieri come poter decidere la definizione degli obiettivi di prezzo da porsi nell’uso delle master candle. Dopo aver investito un po’ di tempo nella scelta e nello studio del metodo di negoziazione migliore, si dovrebbe essere in grado di capire da soli gli obiettivi e di fermarsi in tempo. Tuttavia, possiamo dire che uno stop generalmente valido, come obiettivo, potrebbe essere legato al raggiungimento di 50 pips.
Ovviamente non prendetelo come valore fisso ed immutabile, dato che gli obiettivi si impostano a seconda del cambiamento delle condizioni di mercato. Per esempio, in un mercato che sta vivendo un periodo di movimenti lenti, si può fissare l’obiettivo a 30 pips invece che a 50 pips. In un mercato in rapida evoluzione, invece, è possibile impostare come obiettivo quello di 70 pips.
Non bisogna mai fare l’errore di essere troppo statici, altrimenti si rischia di perdere denaro o di perdere delle buone occasioni di guadagno.
L’impostazione degli obiettivi di profitto, così come abbiamo detto in questo articolo, è una cosa fondamentale da fare se si vuole massimizzare il proprio rendimento. Sicuramente la scelta dell’obiettivo giusto può essere fatta solamente attraverso la pratica. Per questo motivo teniamo a dire che l’obiettivo generico di 50 pips può essere generalmente valido, ma voi potreste in ogni caso decidere di impostare un altro obiettivo e ritenerlo miglire. La scelta sta assolutamente al trader e al suo modo di fare trading, oltre che al grado di rischio che è disposto a correre e che riesce a sopportare.
Le master candle sono un metodo interessante per fare Forex che esula dall’uso classico degli indicatori tecnici. Per questo motivo potrebbe essere indicato per i principianti, nell’attesa di imparare ad usare perfettamente gli indicatori Forex. L’uso delle master candle non è un metodo in sé. Piuttosto, per avere dei risultati ottimali, bisogna usarle in unione con altri metodi di trading.
Nuovi massimi o minimi delle master candle
Inviato il 13 agosto 2010 da Redazione

Se i limiti alti o bassi di una master candle diventano più grandi, a livello quotidiano, settimanale, mensile o annuale, questo rende, ovviamente, la master candle più forte. Se ad esempio abbiamo una master candle che forma un certo massimo e un certo minimo in un determinato giorno, non è detto che non ci siano delle altre master candle che sono più forti rispetto ad altre.
Le candele master fondamentalmente permettono di fare trading usando i breakout. Dal momento in cui si rompe uno dei due limiti formati dalle candele, possiamo entrare nella posizione.
Questa tipologia di breakout trading è però un po’ diversa rispetto alla maggior parte dei tipi di trading sui breakout Una condizione fondamentale è quella di pensare bene a cosa fare prima di aprire una posizione. Mai comportarsi in maniera automatico. Ci sono infatti diversi fattori che determinano l’andamento di un trend, e se quando si entra in una posizione non si sono considerati tutti, allora si può rischiare di perdere denaro
L’uso delle candle master è molto soggettivo. Gli obiettivi da porsi dipendono da dove e da la candela si forma, dalle condizioni di mercato e dalla forza della candela stessa. Ovviamente se le candele master hanno dei minimi e dei massimi molto forti, allora il target da porsi alla rottura sarà maggiore.
Più candele sono inghiottite dalla master candle e più forte essa sarà . Se ci poniamo in linea generale un obiettivo di 50 pips in guadagno e, ad esempio, ci sono 7 candele inghiottite, allora potremo anche alzare l’obiettivo a 60 pips. Se invece ci sono addirittura 10 o più candele inghiottite, potremo alzare l’obiettivo a 70 pips.
Al contrario, meno sono le candele inghiottite e meno pips potremo ragionevolmente porci come obiettivo da raggiungere. Sicuramente in questo caso potremo avere davanti a noi delle ottime possibilità di guadagno, da sfruttare in pieno.
I limiti psicologici delle master candle
Inviato il 12 agosto 2010 da Redazione

Quando si va ad usare un metodo di trading è noto che più una valuta rimbalza tra le linee di supporto e di resistenza, ovvero più tempo dura un andamento laterale, più forte è l’andamento in seguito alla rottura delle linee di trend. Questo è dovuto semplicemente al fatto che ogni volta che il prezzo rimbalza, abbiamo la dimostrazione che il livello di supporto e di resistenza sono delle barriere molto forti. Più il prezzo rimbalza e più la barriera diventa forte. Così, quando il prezzo alla fine riesce a rompere quella barriera abbiamo un’ottima possibilità .
Le candele intrappolate entro i confini della candela master continuano a testare le linee di supporto e di resistenza. Più volte il prezzo viene respinto sulla linea, e più questa diventa forte.
Se le candele master hanno delle linee alte o basse esattamente in corrispondenza di livelli di supporto o di resistenza che sono già esistenti, allora essa diventa più forte. Il motivo è semplice. Diventa più forte perché più di una forma di punti di analisi ci indica come validi quel dato supporto o quella data resistenza.
Anche se le candele master hanno le linee alte o basse vicino ad forte livello psicologico, si può prendere in considerazione il fatto che la linea sia più forte.
Tanto più la master candle dura, tanto più forte diventa. Tuttavia, se questa considerazione vale per troppo tempo si potrebbe considerare non valida. Solitamente la durata massima è di circa 24 ore. Se il prezzo non riesce a spezzare i limiti della master candle entro 24 ore, allora la candela master può non essere valida.
Come sempre ci sono alcune eccezioni, dato che una regola non può andare bene tutte le situazioni possibili. La regola delle 24 ore è in realtà più una linea guida e dovrebbe essere utilizzata il più delle volte, ma delle eccezioni possono essere fatte.
Come calcolare l’interesse nel Rollover?
Inviato il 18 giugno 2010 da Redazione

Nel mercato dei cambi il rollover è un mezzo nel quale il broker Forex effettua la compensazione delle operazioni lasciate aperte durante la notte. Per lo più, nei traffici Forex, le posizioni devono essere completate entro due giorni lavorativi. Gli operatori che vogliono allungare la durate delle loro posizioni senza alcuna intenzione di liquidarle, devono chiuderle prima delle 5:00 Eastern Standard Time e riaprirle il giorno di negoziazione successivo.
Qualora non provveda il trader, il broker lo fa in maniera automatica, chiudendo e riaprendo immediatamente la posizione. Questa operazione si chiama Rollover. Questo significa che in realtà , anche se indirettamente, per il trader è un nuovo giorno di operazioni. Sappiamo che durante la chiusura e l’apertura della posizione serve al broker per accreditare o addebitare l’interesse legato alla nostra coppia di valute.
Il rollover è una cosa che viene fatta in automatico e ogni notte, per questo motivo viene anche usata da qualche trader come una vera e propria strategia di trading. Molti commercianti infatti non chiudono la posizione ma preferiscono ottenere maggiori profitti dalle fluttuazioni dei tassi di interesse.
Ma come si calcolano gli interessi sul rollover? Bisogna avere i tassi di interesse a breve termine di ciascuna valuta, il tasso di cambio attuale della coppia di valute e la quantità a acquistata di quella data coppia di valute. Ad esempio, se un investitore possiede 15.000 unità di CAD / USD, ad un tasso attuale di 0,9155, e un tasso a breve per il dollaro canadese del 4,50% , oltre a un tasso a breve termine sul dollaro del 3,75%, allora il valore del rollover è di 33,66 dollari, pari a:
[(15.000 x ( 4,50% - 3,75%)) / (365 x 0,9155)]
Se tuttavia il tasso di interesse a breve termine sulla valuta di base è inferiore al tasso di interesse a breve termine della valuta presa in prestito, allora il rollover sarebbe un valore negativo, dunque una perdita.
Come usare i triangoli simmetrici
Inviato il 31 maggio 2010 da Redazione

Nello scorso articolo abbiamo iniziato a parlare dei triangoli simmetrici, come un modello di trading che viene spesso usato dai trader per prevedere l’andamento del trend stesso. Abbiamo visto come si forma un triangolo tecnico e cosa significano le linee di tendenza superiore ed inferiore al triangolo stesso.
I trader prevedono la rottura della formazione del triangolo quando le linee del triangolo cominciano a colmare il divario tra di loro. Mano a mano che si chiude il gap, i trader che acquistano o quelli che vendono, operano pensando che presto le linee di supporto o di resistenza, che delimitano il triangolo, verranno violate. Questo segnala l’inizio di una nuova tendenza nei prezzi.
I grafici dei triangoli simmetrici sono quindi estremamente preziosi per gli operatori del Forex, dato che indicano dei punti di interruzione del trend attuale. Nella pratica essi aiutano ad identificare dei consolidamenti durante un trend rialzista o un trend ribassista e a fornire degli indizi ai trader su come poter aprire delle nuove posizioni.
Se non è possibile identificare il modello di triangolo simmetrico, è possibile aprire delle posizioni long o short nel momento in cui ci si avvicina al punto di rottura. Anche se la previsione che abbiamo fatto, sia essa long o short, era sbagliata, avremo la possibilità di chiudere la posizione errata in maniera abbastanza veloce e di aprirne un’altra correttamente.
In questo e nello scorso articolo abbiamo esaminato in maniera approfondita la figura del triangolo simmetrico Forex, offrendo una panoramica circa la formazione di tale strumento tecnico e circa il modo di uso dello stesso nel mercato del forex, al fine di capire come poter sfruttarlo efficacemente nelle proprie attività .
Ricordiamo che i triangoli sono degli strumenti che consentono di prevedere in maniera abbastanza precisa l’andamento del trend. Qualora volessimo una sicurezza maggiore potremmo cercare delle conferme nell’uso di particolari indicatori tecnici.
Una guida per il modello di triangolo simmetrico
Inviato il 29 maggio 2010 da Redazione

Un modello di tendenza forex che possiamo avere nel nostro trading di tutti i giorni è noto come triangolo simmetrico. Esplorare i modelli dei triangoli simmetrici mostrerà come poter implementare questi modelli di triangolo nella nostra analisi tecnica Forex. Vediamo dunque di conoscere tali triangoli, al fine di riuscire ad identificarli, e come poterli usare nella pratica.
Un triangolo simmetrico è uno strumento utilizzato dagli operatori come parte del proprio metodo di analisi tecnica. Un triangolo simmetrico è praticamente una continuazione delle operazioni che si svolgono durante l’esecuzione di un trend rialzista o di un trend ribassista, entrambi già in corso. I modelli dei triangoli simmetrici si formano quando sia gli acquirenti che i venditori possono prendere il controllo del movimento dei prezzi. Praticamente, le candele del nostro grafico, all’inizio della formazione del triangolo, sono alte, mano a mano che il triangolo si forma, scengono e hanno dei movimenti sempre più piccoli, fino a creare una tipica forma di triangolo simmetrico.
La linea del trend superiore ad un triangolo simmetrico è sostanzialmente una linea di resistenza, ovvero il livello che difficilmente verrà superato dal prezzo dato che, più ci si avvicina ad esso, e maggiori saranno i trader che apriranno operazioni short, tanto da impedire che il prezzo continui a salire. La resistenza, lo sappiamo, è un segnale molto forte nel caso in cui essa venga rotta dal prezzo.
La linea di tendenza inferiore invece è una linea di supporto, ovvero indica un valore che non verrà superato dal prezzo. Questa linea, a sua volta, è un segnale molto forte per i trader, che al suo avvicinarsi, iniziano ad aprire delle posizioni long. Il livello di supporto è dunque un livello dei prezzi forte abbastanza da fermare gli stessi prezzi ed impedirne un calo. Anche il supporto è un segnale molto forte nel caso in cui esso venga rotto dal prezzo.
Analisi tecnica
Inviato il 10 dicembre 2009 da admin

Nel Forex possiamo distinguere sostanzialmente due diverse tipologie di analisi del trend in corso. Stiamo parlando dell’analisi tecnica e dell’analisi fondamentale. L’analisi tecnica è sostanzialmente lo studio che si fa sul cambiamento dei prezzi, basandosi sull’analisi dei grafici passati al fine di prevedere l’andamento futuro del mercato. La considerazione che sta alla base dell’analisi tecnica è quella che spesso le condizioni del mercato possono ripetersi, anche a distanza di diverso tempo.
L’analisi tecnica diventa dunque estremamente utile per riuscire a capire e ad intuire, prima che si verifichi nella pratica, l’andamento di una valuta oppure di un indice. Riuscire ad intuire questa cosa ci permetterà di aprire delle posizioni che “cavalcheranno l’onda” del trend e riusciranno a farci guadagnare denaro dall’apertura di una posizione.
Lo studio dell’analisi tecnica nel Forex, ma anche nei mercati finanziari in generale, si basa su tre principali movimenti di mercato:Â prezzo, volume e open interests (ma questi ultimi valgono solo per i future).
Alcuni degli argomenti che ci troveremo ad affrontare entrando nel profondo dell’analisi tecnica sono quelli relativi ai grafici, ai livelli di supporto e di resistenza, alle figure di continuazione del trend e alle figure di inversione dello stesso. Andremo inoltre ad analizzare gli indicatori utili per capire e prevedere l’andamento di un trend del mercato.
Un occhio di riguardo dobbiamo sicuramente metterlo soprattutto sugli indicatori di mercato, che sono sostanzialmente degli aiuti concreti che possiamo avere, mentre facciamo trading Forex, per capire in che direzione il mercato si sta evolvendo. E’ inoltre molto importante riuscire a riconoscere un livello di supporto e un livello di resistenza, dato che sono fondamentali per farci capire quando un trend è tanto forte da poterci investire con relativa sicurezza.
Analisi intermarket, il rapporto tra azioni e tassi di interesse
Inviato il 10 dicembre 2009 da admin

Concludiamo le analisi sull’analisi intermarket con questo approfondimento dedicato al rapporto che esiste tra il mercato azionario e i tassi di interesse. E’ semplice capire in che maniera questi due mercati sono tra di loro legati. Se, ad esempio, i tassi di interesse sono più alti, significa che l’azienda dovrà sostenere dei costi che maggiori e che, di conseguenza, il suo andamento economico sarà peggiore. Dunque, il suo valore azionario rischia di scendere. Al contrario, se i tassi di interesse sono bassi allora l’azienda ha minori costi e riesce ad investire di più. Di conseguenza ci sono maggiori prospettive di guadagno e il titolo aziendale sale. Sappiamo, infine, che i vari indici sono calcolati come una media degli andamenti delle singole azioni che compongono quel dato indice.
Effettivamente, andando ad analizzare i grafici relativi all’andamento dei tassi di interesse e quello relativo ai maggiori indici mondiali, vediamo come c’è una relazione inversa tra questi due valori.
Anche in questo caso, come negli altri due precedenti, possiamo usare l’andamento dei tassi di interesse per tentare di valutare come si muoveranno gli indici delle principali borse mondiali.
Concludendo il discorso sull’analisi intermarket possiamo senza dubbio dire che è molto importante capire come poter analizzare contemporaneamente diversi mercati per avere delle informazioni aggiuntive che l’analisi di un solo mercato per volta non ci consentirebbe di avere. Dato che i mercati sono legati tra loro, dalla variazione di uno solo di essi potremmo avere un effetto domino che interessa anche gli altri. Per questo motivo capire, ad esempio, che ad un aumento dei tassi di interesse potrebbe corrispondere una diminuzione del valore degli indici delle principali borse mondiali, potrebbe permetterci di aprire delle posizioni positive e di guadagnare diverso denaro.
Analisi intermarket tra valute e materie prime
Inviato il 10 dicembre 2009 da admin

Nella prima serie di approfondimenti avevamo detto che ci saremmo soffermati su tre diverse tipologie di relazioni tra diversi mercati: tassi di interesse e materie prime, tassi di interesse ed azioni, valute e materie prime. Dopo aver approfondito che tipologie di relazioni e di risultati possiamo estrapolare dall’analisi congiunta dei tassi di interesse e delle materie prime, vediamo in che maniera possiamo correlare anche le valute e le materie prime. A livello di Forex, possiamo senza dubbio dire che questo è forse uno degli argomenti più interessanti, anche in considerazione del fatto che le valute sono la tipologia di bene finanziario più scambiata. Allo stesso modo anche l’analisi del rapporto tra mercato azionario e tassi di interesse è interessante, dato che nel Forex è anche possibile “giocare” con l’andamento degli indici delle principali borse mondiali.
La condizione fondamentale che sta alla base del rapporto tra materie prime e valute è che queste ultime riescono ad influenzare il mercato le prime e, di conseguenza, anche i mercati azionari.
Se una valuta è debole per un certo periodo di tempo, allora c’è un rischio maggiore che ci sia una pressione da parte dell’inflazione tale da portare alla crescita del valore delle materie prime, come ad esempio petrolio, oro e argento, e del valore del mercato dei tassi di interesse. Il discorso vale ovviamente anche al contrario, ovvero se una valuta è molto forte allora il valore delle materie prime potrebbe diventare molto più basso anche a causa di una minore spinta dell’inflazione.
Se andiamo a guardare questa considerazione nella realtà , possiamo portare l’esempio del momento in cui una valuta è fortemente svalutata nei confronti delle altre. Per quel dato paese risulterà più difficile acquistare beni di prima necessità , che pertanto costeranno di più. Basti pensare che il petrolio è quotato in dollari e che, se l’euro dovesse svalutare molto nei confronti del biglietto verde, un barile di petrolio non costerebbe più, ad esempio, 50 euro ma 80.
Analisi intermarket tra valute e materie prime, usare i grafici
Inviato il 10 dicembre 2009 da admin

Così come abbiamo già usato i grafici per mettere in relazione le materie prime con i tassi di interesse, questa volta usiamo lo stesso metodo anche per capire che tipologia di correlazione esiste tra le materie prime e le valute.
Come indice di riferimento prendiamo il dollar index (USDX), che è un indice che misura l’andamento del dollaro USA nei confronti del paniere formato dalle principali valute mondiali, ovvero Euro, Yen Giapponese, Sterline Inglese, Dollaro Canadese, Corona Svedese e Franco Svizzero. L’uso del dollar index è stato introdotto nel 1973, dopo la sigla degli accordi di Bretton Woords, con un valore di 100.000 . Il punto più basso di questo indice è stato toccato il 16 marzo 2008, quando fece registrare 70.698 punti.
Come punto di riferimento temporale prendiamo i dati che si stanno registrando proprio in questi giorni. Il dollar index sta avendo una tendenza ribassista, ovvero il dollaro è debole contro tutte le altre valute. Al momento questo indice ha anche violato l’area 61,80% di Fibonacci, il che conferma la debolezza. Se dall’altra parte confrontiamo l’andamento del cross valutario tra euro e dollaro effettivamente abbiamo una conferma che il biglietto verde sta vivendo un momento particolarmente difficile.
Allo stesso modo possiamo cercare una ulteriore conferma anche andando ad analizzare i rapporti di cambio tra il dollaro e le altre valute mondiali.
Effettivamente come possiamo valutare da questo esempio, il rapporto tra l’indicatore primario dollar index e il cross valutario in sé esiste ed è tangibile. Ribadiamo il concetto che riuscire a comprendere in pieno l’analisi intermarket ci consente di operare con una maggiore cognizione di causa anche perché riusciamo meglio a capire quali potrebbero essere gli effetti di un dato movimento di mercato su altre valute o indicatori primari.
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