Price Action, movimento impulsivo contro movimento correttivo
Inviato il 6 luglio 2010 da Redazione

Abbiamo iniziamo a parlare nello scorso articolo del Price Action, definendolo come la base dei moderni indicatori tecnici. Abbiamo inoltre detto che il primo modo per poter valutare il Price Action è sicuramente un confronto tra i movimenti impulsivi e quelli correttivi. Il movimento impulsivo è uno dei principali segnali di movimento dei prezzi nel Forex. E’ un segnale abbastanza veloce e potente, che produce alcuni delle più grandi candele che si possono avere in un trend, in un qualsiasi lasso di tempo.
E’ inoltre in genere seguito da parecchie candele che si muovono in una sola direzione. In definitiva creano un grande movimento dei prezzi, verso una specifica direzione. I movimenti impulsivi del prezzo possono accadere in qualsiasi lasso di tempo.
Prima che il movimento impulsivo si forma, possiamo notare come potremo anche avere un mix di candele verdi e rosse, ma una volta che il movimento impulsivo inizia ci sono una serie di candele dello stesso colore in fila.
Questi movimenti sono fortemente orientati verso una data direzione. Conviene sempre essere in grado di identificare i movimenti impulsivi e riuscire a cavalcare queste onde, al fine di poter avere alcune delle migliori opportunità di trading.
Le mosse correttive sono invece quelle che più comunemente seguono un movimento impulsivo. Sono praticamente l’inverso delle mosse impulsive. Di solito questi movimenti sono un misto di candele che salgono e che scendono. E’ importante identificare tali movimenti perché sono il preludio per il successivo movimento impulsivo.
Dal punto di vista del flusso di ordini, di solito ci sono due scenari. Il primo consiste nel prendere profitto dopo un movimento impulsivo. Il secondo consiste nell’attendere il potenziale punto di inversione. Il più delle volte, un movimento correttivo a seguito di un movimento impulsivo è indice di una continuazione del trend.
Idealmente, maggiore è l’inclinazione del movimento impulsivo e più forte è l’andamento del trend.
Price Action, concetti avanzati
Inviato il 5 luglio 2010 da Redazione

Una delle cose più difficili che solitamente chi fa trader Forex si trova a dover affrontare è l’interpretazione del Price Action. Anche se ci sono molti metodi per poter capire e valutare l’andamento dei prezzi, bisogna fare attenzione a scegliere quello giusto. Che cosa è il Price Action, o l’azione dei prezzi?
L’azione dei prezzi è essenzialmente il risultato diretto del flusso di ordini che arrivano sul mercato. Così sul Price Action vanno ad influire fattori come la velocità di acquisto e di vendita, dove si acquista e si vende nel momento in cui c’è un breakout. E’ proprio dal flusso e dall’andamento continuo dei prezzi che nascono i vari indicatori. Dunque, possiamo dire che l’analisi tecnica che noi oggi facciamo dipende dal Price Action. Pertanto, la comprensione e la capacità di interpretare l’azione dei prezzi diventa una componente essenziale per il nostro trading. Può essere visto come un modo per capire quello che c’è dietro a ciò che vediamo con la maggior parte degli indicatori e dei segnali tecnici dei mercati.
Possiamo dire che ci sono quattro metodi per poter comprendere l’azione dei prezzi. Il primo è il metodo impulsivo vs correttivo, poi si possono confrontare i pips guadagnati contro i pips perduti, il terzo modo è il conteggio delle candele e infine si parla di variabili tempo.
Iniziamo in questo primo articolo a parlare dell’analisi impulsiva contro quella correttiva. Relativamente a questo punto può essere decisamente interessante considerare Elliot e le sue teorie ondulatorie dei mercati. Le due fasi essenziali del mercato che infatti andiamo a considerare in questo frangete sono quelle impulsive o quelle correttive.
Possiamo dire che un movimento impulsivo è caratterizzato da una mossa forte in una direzione, mentre i movimenti correttivi sono qiuelli che più comunemente seguono un movimento impulsivo. Sono praticamente l’inverso delle mosse impulsive.
Nel prossimo articolo continueremo l’approfondimento su questo e sulle altre modalità di Price Action.
I quattro errori più comuni commessi da parte dei commercianti Forex
Inviato il 15 aprile 2010 da Redazione
La maggior parte dei commercianti fa troppo affidamento sugli indicatori tecnici.
Molti commercianti Forex si sentono molto attratti e si affidano troppo alla sofisticazione di alcuni sistemi basati sugli indicatori tecnici, che portano a decidere loro di tentare di fare Forex utilizzando le piattaforme di negoziazione che i broker on line mettono a disposizione. Ma il fatto è che molti di questi indicatori mostrano solo i dati di movimento del mercato, mentre in nessun modo ci stanno dando delle importanti informazioni che ci fanno optare per l’acquisto o per la vendita di una coppia di valute.
Come risultato, in molti casi la maggior parte degli operatori fanno grossi errori nel prendere le decisioni relative ad entrare o ad uscire dal mercato, il che si traduce irrimediabilmente in perdite economiche.
Molti commercianti tendono ad entrare o ad uscire dal mercato troppo presto e spesso quando sono nel bel mezzo di un’operazione non sanno come muoversi.
Da tutte queste considerazioni possiamo vedere che, sebbene i sistemi basati sugli indicatori tecnico in molte occasioni possono essere di grande aiuto, non dobbiamo contare troppo su di essi, piuttosto cercare di avere anche altre informazioni, come le analisi e le notizie.
Un altro errore comune è che la maggior parte dei commercianti non applicano la giusta psicologia alle operazioni che hanno aperto. Questo è un errore molto pericoloso e che viene fatto dalla maggior parte dei commercianti di forex. A molti infatti manca il giusto approccio psicologico per operare sul mercato. Nella maggior parte dei casi si parla di avidità , che influenza il trader.
Molti trader sono guidati dalla teoria che nel mercato del forex si possono ottenere dei rendimenti molto elevati. A quel punto iniziano a fare trading usando un grado troppo alto di rischio, in modo da cercare di ottenere il massimo con il minimo tempo.
Nel prossimo articolo continueremo l’analisi degli errori più comuni di chi fa Forex, al fine di sapere cosa evitare.
Svantaggi di un sistema di griglie
Inviato il 9 marzo 2010 da Redazione

Continuiamo a vedere gli svantaggi di un sistema di trading fatto con le griglie. Negli USA specificatamente, la NFA, National Futures Association, l’azienda che regola la maggior parte dei broker americani, ha vietato la copertura e ha costretto gli organi di governo ad applicare le regole FIFO, First In First Out, il che comporta che le posizioni più vecchie devono essere chiuse prima che di aprirne altre.
Questa è una regola controversa. Molti broker americani infatti forniscono ai loro clienti la possibilità di passare ad un altro intermediario o raccomandano loro un domicilio fiscale nel Regno Unito o in altri paesi non legiferati dalla NFA.
Da noi in Italia non ci sono questi problemi, dato che possiamo tranquillamente operare con le griglie, l’unica cosa a cui dobbiamo stare attenti sono gli svantaggi che abbiamo analizzato nello scorso articolo.
In conclusione possiamo dire che questi testi riguardo al mondo delle reti dovrebbo essere stati utili a tutti coloro che cercano un modo per poter fare Forex senza necessariamente dover studiare il mercato e tentare di entrare nel mondo delle reti e che tipo di operazioni fare, soprattattutto per gli operatori inesperti.
Rispetto ad altri sistemi che possono essere configurati o progettati per ottenere rendimenti costanti nel medio e lungo termine, il sistema delle griglie non sono sicuramente il sistema più facile da fare, non è così semplice usare questo sistema, anche se da quanto riportato negli articolo precedenti effettivamente non sembra un metodo assolutamente complesso.
Ovviamente non vogliamo scoraggiare nessuno dall’usare questo sistema, l’unico punto su cui vogliamo “battere” è che è un sistema molto rischioso, dunque se volete usarlo fatelo a vostro rischio ma rimanete sempre molto attenti sulla gestione dello stesso. E ricordate che se invece volete usare un altro metodo di previsione del mercato, tale previsione non è una cosa impossibile da fare.
Usare Fibonacci nel Forex
Inviato il 17 dicembre 2009 da admin

Abbiamo visto nell’approfondimento appena precedente a questo la serie di Fibonacci e come sia possibile applicarla nel Forex per tentare di intuire i livelli di ritracciamento del trend e di fissare dei livelli obiettivo che possiamo concretamente raggiungere nel momento in cui facciamo trading.
Per poter usare concretamente Fibonacci nel Forex bisogna individuare, all’interno dei grafici che utilizziamo, delle oscillazioni alte e delle oscillazioni basse.
Sostanzialmente, un’oscillazione alta è una barra che ha, al suo fianco destro e sinistro, altre due barre più basse. Un’oscillazione bassa, invece, è una barra bassa che è affiancata da altre due barre più alte.
Ipotizziamo di trovarci di fronte ad un trend positivo. L’obiettivo sarebbe quello di andare long fino ad un supporto più elevato. Per poterlo fare bisognerà semplicemente trovare un’oscillazione bassa abbastanza significativa e puntare a raggiungere l’oscillazione alta.
Facciamo un esempio pratico su un grafico per provare a capire meglio come comportarsi. Ipotizziamo di avere un grafico per la coppia di valute USD/JPY. Clicchiamo su un’oscillazione bassa, nota anche come swing low, che si trova al valore di 98.75, e teniamo la posizione fino all’oscillazione alta, nota anche come swing high, posta sul valore di 99.50 . Tra questi due valori ci sono quattro livelli di ritracciamento, posti a 0.236, 0.382, 0.500 e a 0.618 .
Ci si attende ora che il prezzo del nostro rapporto di cambio ritracci su questi livelli. Ora, i livelli di prezzo indicati dalla serie di Fibonacci possono essere usati come obiettivo di breve termine, qualora si volesse sfruttare economicamente il ritracciamento. Ma il livello di prezzo del ritracciamento può anche essere usato ottimamente per aprire delle nuove posizioni, in direzione del trend principale, al fine di seguirlo con più di una posizione aperta.
Uno dei problemi che bisogna tenere presenti è quello di andare a vedere quali livelli di swing high e di swing low sono adatti per poter applicare Fibonacci. Non c’è una regola universale. Il consiglio, in ogni caso, è quello di guardare dei grafici che abbiano una timeline almeno di 30 minuti.
Triple Bottom, cosa considerare e come usarlo
Inviato il 17 dicembre 2009 da admin

Nell’approfondimento precedente abbiamo analizzato il pattern Triple Bottom, affermando che è un importante pattern che preannuncia un’inversione del trend. Cosa dobbiamo considerare in un pattern Triple Bottom?
La prima cosa è la durata del pattern, che può richiedere anche diversi mesi di tempo prima di formarsi. Un’altra cosa importante è che il pattern Triple Bottom deve presentarsi dopo un trend in discesa. Questo punto è molto importante affinché il pattern possa effettivamente formarsi e avere i suoi effetti positivi.
In questo pattern, inoltre, bisogna sempre attendere che, dopo il triplo livello bottom, il trend rompa effettivamente il livello di resistenza. Se questo per un qualunque motivo non dovesse accadere, allora il pattern non è un Triple Bottom. Se infatti i prezzi non rompono il livello di resistenza, infatti, allora potrebbero anche continuare la discesa del trend, senza effettivamente invertirsi. Inoltre sono importanti i volumi, che devono seguire il trend del pattern.
Come è possibile fare trading usando il pattern Triple Bottom?
La prima cosa da fare è impostare un prezzo come obiettivo. Per fare questo dobbiamo calcolare l’altezza di ogni pattern sottraendo il livello di minimo da quello di massimo ci consente di impostare i livelli di breakout. Per esempio, se il top è 240 e il minimo è 160, allora la differenza è 80. In questo caso il prezzo di breakout da dover raggiungere, prima di decidere se uscire o rimanere ancora nella posizione, è di 320, ovvero la somma tra il livello di massimo e la differenza, calcolata precedentemente, tra massimo e minimo.
Come nel caso del pattern Triple Top, anche in questo caso dobbiamo fare attenzione al fatto che in alcuni casi il pattern può giungere anche a toccare un quarto punto di bottom prima di iniziare la discesa.
Triple Top, cosa considerare e come usarlo
Inviato il 17 dicembre 2009 da admin

Nell’approfondimento precedente abbiamo analizzato il pattern Triple Top, come un importante pattern che preannuncia un’inversione del trend. Cosa dobbiamo considerare in un pattern Triple Top?
La prima cosa è la durata del pattern, che può prendere anche diversi mesi per potersi formare. Un’altra cosa importante è che il pattern Triple Top si presenti dopo un trend in salita, cruciale affinché questo pattern possa effettivamente formarsi e avere i suoi effetti positivi.
In questo pattern, inoltre, bisogna sempre attendere che, dopo il triplo livello top, il trend rompa effettivamente il livello di supporto. Qualora non accadesse, allora il pattern non è un Triple Top. Se infatti i prezzi non rompono tali livelli allora potrebbero anche continuare la salita del trend. Sono inoltre importanti i volumi, che devono seguire il trend del pattern.
Come è possibile fare trading usando questo pattern?
La prima cosa da fare è impostare un prezzo come obiettivo. Calcolare l’altezza di ogni pattern sottraendo il livello di minimo da quello di massimo ci consente di impostare i livelli di breakout. Per esempio, se il top è 220 e il minimo è 170, allora la differenza è 50. In questo caso il prezzo di breakout da dover raggiungere, prima di decidere se uscire o rimanere ancora nella posizione, è di 120, ovvero la differenza il livello di minimo e la differenza, calcolata precedentemente, tra massimo e minimo.
Facciamo attenzione anche al fatto che in alcuni casi questo pattern può giungere anche a toccare un quarto punto di top prima di iniziare la discesa.
Nei prossimi approfondimenti vedremo altri pattern di inversione del trend, simili a questo appena analizzato, ma totalmente opposto. Andremo dunque ad analizzare il pattern Triple Bottom, che preannuncia un’inversione del trend, dal ribasso verso il rialzo.
Triple Top
Inviato il 17 dicembre 2009 da admin

Il Triple Top è una figura Forex che ci permette di prevedere l’andamento del grafico e di anticiparne una sua possibile discesa. Il Triple Top è una figura che si possiamo vedere al termine di un trend in salita. Può essere visto anche come una variazione del pattern head and shoulders, che è uno dei più rilevanti nel settore del Forex. La differenza è che i tre livelli più elevati del pattern Triple Top, ovvero i tre top, si trovano tutti più o meno allo stesso livello, mentre i tre top del pattern Head and Shoulders hanno il top centrale più alto rispetto agli altri due top.
La differenza tra questi due pattern, in ogni caso, è puramente teorica, dato che sono entrambe dei pattern di inversione del trend.
Il pattern Triple Top tocca tre punti di massimo, tutti e tre allo stesso livello. I prezzi salgono fino a raggiungere un determinato livello di resistenza, toccato il quale scendono verso un livello di supporto, dal quale poi risalgono verso il livello di resistenza e così via, per tre volte di seguito. Dopo che è stata toccata per la terza volta il punto di resistenza, inizia la discesa che dovrebbe rompere il successivo livello di supporto, per poi continuare a scendere.
Questo pattern è particolarmente importante perché gli esperti del settore lo considerano alquanto attendibile. Il Triple Top, infatti, prova per tre volte di seguito a rompere il livello di supporto, senza mai riuscirci.
Solitamente nel pattern Triple Top è importante anche considerare i volumi, che dovrebbero essere legati all’andamento del trend. Durante il primo picco, i volumi dovrebbero essere relativamente alti. Questi poi dovrebbero scendere mano a mano che ci si avvicina verso il terzo picco e, di conseguenza, verso la rottura del livello di supporto.
Triple Bottom
Inviato il 17 dicembre 2009 da admin

Il Triple Bottom è una figura Forex che ci permette di prevedere l’andamento del grafico e di anticiparne una sua possibile inversione ed una salita. E’ la formazione opposta a quella analizzata in maniera precedente, ovvero il Triple Top.
Il Triple Bottom è una figura che si possiamo vedere al termine di un trend in discesa. Anche questo pattern, come quello Triple Top, può essere visto come una variazione del pattern reverse head and shoulders. La differenza tra questi due pattern è che i tre livelli più elevati del pattern Triple Bottom, ovvero i tre bottom, sono allo stesso livello, mentre i tre top del pattern Reverse Head and Shoulders hanno il bottom centrale più alto rispetto agli altri due bottom.
Anche con questo pattern dobbiamo evidenziare che la differenza è solo teorica, poiché sia il pattern Reverse Head and Shoulders che il Triple Bottom indicano un’inversione del trend.
Il pattern Triple Bottom tocca tre punti di minimo allo stesso livello. I prezzi scendono fino a raggiungere un determinato livello di supporto, toccato il quale tornare a salire verso una nuova resistenza. Dopo aver toccato per la terza volta consecutiva il punto di supporto, inizia la salita che dovrebbe rompere il successivo livello di resistenza, per poi continuare a salire.
Questo pattern è importante, dato che gli esperti del settore lo considerano molto attendibile.
Un’altra considerazione che bisogna sempre tenere a mente quandi si va ad analizzare il pattern Triple Bottom, è quella dei volumi. Essi infatti dovrebbero essere legati al trend stesso. Durante il primo picco, nello specifico, i volumi dovrebbero essere relativamente alti, per poi andare a scendere, di volta in volta, più ci si avvicina al terzo punto di minimo e, di conseguenza, verso la rottura del livello di resistenza.
Trading, l’importanza del budget
Inviato il 17 dicembre 2009 da admin

Nello scorso approfondimento abbiamo parlato dell’importanza di calcolare il rischio legato all’investitore, ovvero il grado di rischio che egli può sopportare a seconda di una serie di variabili, come ad esempio la capacità di generare reddito e quella di generare invece risparmio. In questo approfondimento vediamo invece l’importanza del budget nel profilo investitore. Il budget, in proiezione futura del bilancio, ci darà un’ottima indicazione relativamente alle necessità di liquidità che ha l’investitore nel breve periodo.
Il budget deve contenere necessariamente tutte le voci di spesa alle quali l’investitore dovrà far fronte. Devono dunque includere tutte le spese certe che l’investitore stesso dovrà sostenere e potrà avere le entrate certe che l’investitore avrà dalla sua. Per un discorso di praticità , invece, conviene escludere quelle entrate non certe, per evitare di fare conto su denaro che poi, per un qualunque motivo, non si ha a propria disposizione e dunque trovarci male.
Il budget è una parte fondamentale per gestire in maniera totale e corretta il patrimonio dell’investitore. Dunque con una giusta definizione del budget possiamo senza dubbio sapere fino a che punto è possibile investire.
Cosa potrebbe succedere invece se non si definisce correttamente un budget? Sicuramente si potrebbe incappare in brutte soprese, nel caso in cui dovessimo far fronte a delle spese impreviste ed improrogabili. Potremmo dunque non essere in grado di far fronte a tali spese o, in alternativa, non riuscire a fare gli investimenti che ci siamo prefissi. Sicuramente il modo migliore per fare un trading tranquillo e con un calcolo preciso delle reali capacità di rischio dell’investitore passa necessariamente per una corretta definizione del budget. Nel prossimo approfondimento continueremo l’analisi della deteriminazione del grado di rischio dell’investitore, in maniera da dare una visione il più completa possibile a questo settore.
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