Archive for the ‘Consigli Forex’ Category

Svantaggi di un sistema di griglie

martedì, marzo 9, 2010@ 10:43 AM
Author: Redazione

Continuiamo a vedere gli svantaggi di un sistema di trading fatto con le griglie. Negli USA specificatamente, la NFA, National Futures Association, l’azienda che regola la maggior parte dei broker americani, ha vietato la copertura e ha costretto gli organi di governo ad applicare le regole FIFO, First In First Out, il che comporta che le posizioni più vecchie devono essere chiuse prima che di aprirne altre.

Questa è una regola controversa. Molti broker americani infatti forniscono ai loro clienti la possibilità di passare ad un altro intermediario o raccomandano loro un domicilio fiscale nel Regno Unito o in altri paesi non legiferati dalla NFA.

Da noi in Italia non ci sono questi problemi, dato che possiamo tranquillamente operare con le griglie, l’unica cosa a cui dobbiamo stare attenti sono gli svantaggi che abbiamo analizzato nello scorso articolo.

In conclusione possiamo dire che questi testi riguardo al mondo delle reti dovrebbo essere stati utili a tutti coloro che cercano un modo per poter fare Forex senza necessariamente dover studiare il mercato e tentare di entrare nel mondo delle reti e che tipo di operazioni fare, soprattattutto per gli operatori inesperti.

Rispetto ad altri sistemi che possono essere configurati o progettati per ottenere rendimenti costanti nel medio e lungo termine, il sistema delle griglie non sono sicuramente il sistema più facile da fare, non è così semplice usare questo sistema, anche se da quanto riportato negli articolo precedenti effettivamente non sembra un metodo assolutamente complesso.

Ovviamente non vogliamo scoraggiare nessuno dall’usare questo sistema, l’unico punto su cui vogliamo “battere” è che è un sistema molto rischioso, dunque se volete usarlo fatelo a vostro rischio ma rimanete sempre molto attenti sulla gestione dello stesso. E ricordate che se invece volete usare un altro metodo di previsione del mercato, tale previsione non è una cosa impossibile da fare.

Usare Fibonacci nel Forex

giovedì, dicembre 17, 2009@ 12:35 PM
Author: admin

fibonacci

Abbiamo visto nell’approfondimento appena precedente a questo la serie di Fibonacci e come sia possibile applicarla nel Forex per tentare di intuire i livelli di ritracciamento del trend e di fissare dei livelli obiettivo che possiamo concretamente raggiungere nel momento in cui facciamo trading.

Per poter usare concretamente Fibonacci nel Forex bisogna individuare, all’interno dei grafici che utilizziamo, delle oscillazioni alte e delle oscillazioni basse.

Sostanzialmente, un’oscillazione alta è una barra che ha, al suo fianco destro e sinistro, altre due barre più basse. Un’oscillazione bassa, invece, è una barra bassa che è affiancata da altre due barre più alte.

Ipotizziamo di trovarci di fronte ad un trend positivo. L’obiettivo sarebbe quello di andare long fino ad un supporto più elevato. Per poterlo fare bisognerà semplicemente trovare un’oscillazione bassa abbastanza significativa e puntare a raggiungere l’oscillazione alta.

Facciamo un esempio pratico su un grafico per provare a capire meglio come comportarsi. Ipotizziamo di avere un grafico per la coppia di valute USD/JPY. Clicchiamo su un’oscillazione bassa, nota anche come swing low, che si trova al valore di 98.75, e teniamo la posizione fino all’oscillazione alta, nota anche come swing high, posta sul valore di 99.50 . Tra questi due valori ci sono quattro livelli di ritracciamento, posti a 0.236, 0.382, 0.500 e a 0.618 .

Ci si attende ora che il prezzo del nostro rapporto di cambio ritracci su questi livelli. Ora, i livelli di prezzo indicati dalla serie di Fibonacci possono essere usati come obiettivo di breve termine, qualora si volesse sfruttare economicamente il ritracciamento. Ma il livello di prezzo del ritracciamento può anche essere usato ottimamente per aprire delle nuove posizioni, in direzione del trend principale, al fine di seguirlo con più di una posizione aperta.

Uno dei problemi che bisogna tenere presenti è quello di andare a vedere quali livelli di swing high e di swing low sono adatti per poter applicare Fibonacci. Non c’è una regola universale. Il consiglio, in ogni caso, è quello di guardare dei grafici che abbiano una timeline almeno di 30 minuti.

Triple Bottom, cosa considerare e come usarlo

giovedì, dicembre 17, 2009@ 12:31 PM
Author: admin

ocse

Nell’approfondimento precedente abbiamo analizzato il pattern Triple Bottom, affermando che è un importante pattern che preannuncia un’inversione del trend. Cosa dobbiamo considerare in un pattern Triple Bottom?

La prima cosa è la durata del pattern, che può richiedere anche diversi mesi di tempo prima di formarsi. Un’altra cosa importante è che il pattern Triple Bottom deve presentarsi dopo un trend in discesa. Questo punto è molto importante affinché il pattern possa effettivamente formarsi e avere i suoi effetti positivi.

In questo pattern, inoltre, bisogna sempre attendere che, dopo il triplo livello bottom, il trend rompa effettivamente il livello di resistenza. Se questo per un qualunque motivo non dovesse accadere, allora il pattern non è un Triple Bottom. Se infatti i prezzi non rompono il livello di resistenza, infatti, allora potrebbero anche continuare la discesa del trend, senza effettivamente invertirsi. Inoltre sono importanti i volumi, che devono seguire il trend del pattern.

Come è possibile fare trading usando il pattern Triple Bottom?

La prima cosa da fare è impostare un prezzo come obiettivo. Per fare questo dobbiamo calcolare l’altezza di ogni pattern sottraendo il livello di minimo da quello di massimo ci consente di impostare i livelli di breakout. Per esempio, se il top è 240 e il minimo è 160, allora la differenza è 80. In questo caso il prezzo di breakout da dover raggiungere, prima di decidere se uscire o rimanere ancora nella posizione, è di 320, ovvero la somma tra il livello di massimo e la differenza, calcolata precedentemente, tra massimo e minimo.

Come  nel caso del pattern Triple Top, anche in questo caso dobbiamo fare attenzione al fatto che in alcuni casi il pattern può giungere anche a toccare un quarto punto di bottom prima di iniziare la discesa.

Triple Top, cosa considerare e come usarlo

giovedì, dicembre 17, 2009@ 12:28 PM
Author: admin

MACD 2

Nell’approfondimento precedente abbiamo analizzato il pattern Triple Top, come un importante pattern che preannuncia un’inversione del trend. Cosa dobbiamo considerare in un pattern Triple Top?

La prima cosa è la durata del pattern, che può prendere anche diversi mesi per potersi formare. Un’altra cosa importante è che il pattern Triple Top si presenti dopo un trend in salita, cruciale affinché questo pattern possa effettivamente formarsi e avere i suoi effetti positivi.

In questo pattern, inoltre, bisogna sempre attendere che, dopo il triplo livello top, il trend rompa effettivamente il livello di supporto. Qualora non accadesse, allora il pattern non è un Triple Top. Se infatti i prezzi non rompono tali livelli allora potrebbero anche continuare la salita del trend. Sono inoltre importanti i volumi, che devono seguire il trend del pattern.

Come è possibile fare trading usando questo pattern?

La prima cosa da fare è impostare un prezzo come obiettivo. Calcolare l’altezza di ogni pattern sottraendo il livello di minimo da quello di massimo ci consente di impostare i livelli di breakout. Per esempio, se il top è 220 e il minimo è 170, allora la differenza è 50. In questo caso il prezzo di breakout da dover raggiungere, prima di decidere se uscire o rimanere ancora nella posizione, è di 120, ovvero la differenza il livello di minimo e la differenza, calcolata precedentemente, tra massimo e minimo.

Facciamo attenzione anche al fatto che in alcuni casi questo pattern può giungere anche a toccare un quarto punto di top prima di iniziare la discesa.

Nei prossimi approfondimenti vedremo altri pattern di inversione del trend, simili a questo appena analizzato, ma totalmente opposto. Andremo dunque ad analizzare il pattern Triple Bottom, che preannuncia un’inversione del trend, dal ribasso verso il rialzo.

Triple Top

giovedì, dicembre 17, 2009@ 12:26 PM
Author: admin

price

Il Triple Top è una figura Forex che ci permette di prevedere l’andamento del grafico e di anticiparne una sua possibile discesa. Il Triple Top è una figura che si possiamo vedere al termine di un trend in salita. Può essere visto anche come una variazione del pattern head and shoulders, che è uno dei più rilevanti nel settore del Forex. La differenza è che i tre livelli più elevati del pattern Triple Top, ovvero i tre top, si trovano tutti più o meno allo stesso livello, mentre i tre top del pattern Head and Shoulders hanno il top centrale più alto rispetto agli altri due top.

La differenza tra questi due pattern, in ogni caso, è puramente teorica, dato che sono entrambe dei pattern di inversione del trend.

Il pattern Triple Top tocca tre punti di massimo, tutti e tre allo stesso livello. I prezzi salgono fino a raggiungere un determinato livello di resistenza, toccato il quale scendono verso un livello di supporto, dal quale poi risalgono verso il livello di resistenza e così via, per tre volte di seguito. Dopo che è stata toccata per la terza volta il punto di resistenza, inizia la discesa che dovrebbe rompere il successivo livello di supporto, per poi continuare a scendere.

Questo pattern è particolarmente importante perché gli esperti del settore lo considerano alquanto attendibile. Il Triple Top, infatti, prova per tre volte di seguito a rompere il livello di supporto, senza mai riuscirci.

Solitamente nel pattern Triple Top è importante anche considerare i volumi, che dovrebbero essere legati all’andamento del trend. Durante il primo picco, i volumi dovrebbero essere relativamente alti. Questi poi dovrebbero scendere mano a mano che ci si avvicina verso il terzo picco e, di conseguenza, verso la rottura del livello di supporto.

Triple Bottom

giovedì, dicembre 17, 2009@ 12:24 PM
Author: admin

trading

Il Triple Bottom è una figura Forex che ci permette di prevedere l’andamento del grafico e di anticiparne una sua possibile inversione ed una salita. E’ la formazione opposta a quella analizzata in maniera precedente, ovvero il Triple Top.

Il Triple Bottom è una figura che si possiamo vedere al termine di un trend in discesa. Anche questo pattern, come quello Triple Top, può essere visto come una variazione del pattern reverse head and shoulders. La differenza tra questi due pattern è che i tre livelli più elevati del pattern Triple Bottom, ovvero i tre bottom, sono allo stesso livello, mentre i tre top del pattern Reverse Head and Shoulders hanno il bottom centrale più alto rispetto agli altri due bottom.

Anche con questo pattern dobbiamo evidenziare che la differenza è solo teorica, poiché sia il pattern Reverse Head and Shoulders che il Triple Bottom indicano un’inversione del trend.

Il pattern Triple Bottom tocca tre punti di minimo allo stesso livello. I prezzi scendono fino a raggiungere un determinato livello di supporto, toccato il quale tornare a salire verso una nuova resistenza. Dopo aver toccato per la terza volta consecutiva il punto di supporto, inizia la salita che dovrebbe rompere il successivo livello di resistenza, per poi continuare a salire.

Questo pattern è importante, dato che gli esperti del settore lo considerano molto attendibile.

Un’altra considerazione che bisogna sempre tenere a mente quandi si va ad analizzare il pattern Triple Bottom, è quella dei volumi. Essi infatti dovrebbero essere legati al trend stesso. Durante il primo picco, nello specifico, i volumi dovrebbero essere relativamente alti, per poi andare a scendere, di volta in volta, più ci si avvicina al terzo punto di minimo e, di conseguenza, verso la rottura del livello di resistenza.

Trading, l’importanza del budget

giovedì, dicembre 17, 2009@ 12:20 PM
Author: admin

metatrader 3

Nello scorso approfondimento abbiamo parlato dell’importanza di calcolare il rischio legato all’investitore, ovvero il grado di rischio che egli può sopportare a seconda di una serie di variabili, come ad esempio la capacità di generare reddito e quella di generare invece risparmio. In questo approfondimento vediamo invece l’importanza del budget nel profilo investitore. Il budget, in proiezione futura del bilancio, ci darà un’ottima indicazione relativamente alle necessità di liquidità che ha l’investitore nel breve periodo.

Il budget deve contenere necessariamente tutte le voci di spesa alle quali l’investitore dovrà far fronte. Devono dunque includere tutte le spese certe che l’investitore stesso dovrà sostenere e potrà avere le entrate certe che l’investitore avrà dalla sua. Per un discorso di praticità, invece, conviene escludere quelle entrate non certe, per evitare di fare conto su denaro che poi, per un qualunque motivo, non si ha a propria disposizione e dunque trovarci male.

Il budget è una parte fondamentale per gestire in maniera totale e corretta il patrimonio dell’investitore. Dunque con una giusta definizione del budget possiamo senza dubbio sapere fino a che punto è possibile investire.

Cosa potrebbe succedere invece se non si definisce correttamente un budget? Sicuramente si potrebbe incappare in brutte soprese, nel caso in cui dovessimo far fronte a delle spese impreviste ed improrogabili. Potremmo dunque non essere in grado di far fronte a tali spese o, in alternativa, non riuscire a fare gli investimenti che ci siamo prefissi. Sicuramente il modo migliore per fare un trading tranquillo e con un calcolo preciso delle reali capacità di rischio dell’investitore passa necessariamente per una corretta definizione del budget. Nel prossimo approfondimento continueremo l’analisi della deteriminazione del grado di rischio dell’investitore, in maniera da dare una visione il più completa possibile a questo settore.

Trading, il rischio legato all’investitore

giovedì, dicembre 17, 2009@ 12:17 PM
Author: admin

pattern 2

Nel momento in cui un trader vuole fare degli investimenti, allora bisogna necessariamente capire il grado di rischio legato al suo profilo di investitore. Si parla in questo caso di asset allocation, ovvero di allocazione degli investimenti. Affinché un investitore possa trarre il massimo dal suo investimento, è dunque importante che questo gli “calzi a pennello”. La cosa che bisogna sapere è che è possibile fare un investimento ad hoc sia se il nostro budget è elevato sia se invece è alquanto basso. Ripetiamo, la cosa importante è la coerenza con il profilo di rischio dell’investitore stesso.

Come fare per valutare il profilo di rischio legato all’investitore?

Sicuramente bisogna fare un riepilogo della nostra capacità di generare reddito. Se infatti in famiglia l’investitore è l’unico che ha un lavoro, molto probabilmente la sua capacità di rischio sarà notevolmente più bassa rispetto a quella di un investitore che invece ha anche lo stipendio di un’altra persona a casa. Bisogna dunque porsi delle domande, come ad esempio quanto reddito si riesce a generare, quante tasse bisogna pagare, quali sono le spese previste che bisogna sostenere nella vita quotidiana e considerare una parte di denaro da lasciare da parte per le spese impreviste.

Si parla dunque di capacità di generare reddito, ovvero la situazione lavorativa dell’investitore. La capacità di generare risparmio è invece quanto denaro l’investitore può investire nel tempo. Ovviamente, maggiori sono gli investimenti che egli può fare e più alto è il grado di rischio che può sopportare.

Si parla inoltre di patrimonializzazione, come determinazione del rischio al quale l’investitore può andare incontro. Più alta è l’incidenza delle entrate e delle spese correnti e minore sarà il grado di rischio dell’investitore stesso nel lungo periodo. Continuere nei prossimi approfondimenti questa analisi.

Trading, attitudine al rischio

giovedì, dicembre 17, 2009@ 12:15 PM
Author: admin

short line

Nel trading si parla di attitudine al rischio indicando una caratteristica essenziale dell’investitore, ovvero il grado di rischio che egli è disposto a fronteggiare nel momento in cui si trova a dover scegliere su degli investimenti da fare. Prima di scegliere un sistema di investimento, sia nel settore delle azioni che ovviamente in quello del Forex, bisogna sempre chiedersi che grado di rischio l’investitore è in grado di fronteggiare. Non c’è un investimento valido oppure ottimale per tutti gli investitori, dato che molto cambia a seconda del grado di rischio che ci si sente in grado di correre.

Per capire l’attitudine al rischio di ognuno, bisognerebbe porsi delle domande mirate. Ad esempio, come si comporterebbe il trader se le sue azioni perdessero, in un sol giorno, il 15%? Cosa farebbe invece nel caso in cui le azioni guadagnassero il 20% in un solo giorno?

Come si comporta l’investitore nel caso in cui si trova a dover fare i conti con l’apertura di una posizione forex in discesa? E come si comporta invece nel caso in cui si trova a decidere sull’apertura di una posizione in salita?

Cosa comporta il fatto di voler conseguire dei rendimenti più elevati? Sicuramente, il grado di rischio è maggiore e d’altro canto bisogna vedere se il trader è in grado di sopportare o meno quel dato grado di rischio.

Possiamo concludere questa argomentazione riassumendo il fatto che l’investitore, nella scelta dei suoi investimenti, deve tenere conto di diverse variabili. Inoltre, non tutti gli operatori sono uguali, dato che le variabili da tenere in considerazione sono varie e sono riassumibili in due fattori principali: uno psicologico e uno pratico, ovvero legato al budget e alla capacità di patrimonializzare e di risparmiare dell’investitore.

Trading, ancora sul calcolo del rischio

giovedì, dicembre 17, 2009@ 12:12 PM
Author: admin

calcolo del rischio

Andiamo avanti con il calcolo del rischio dell’investitore, ricordando prima di tutto che è necessario calcolare correttamente tale grado di rischio per fare in modo di realizzare un trading che sia il più soddisfacente possibile e che sia proprio quel tipo di trading che si adatta alle caratteristiche dell’investitore.

L’investitore deve inoltre conoscere quanto meno la base del mondo degli investimenti. E’ importante soprattutto se volesse aprire delle posizioni che comportano un alta remunerazione e, di conseguenza, un grado di rischio molto elevato. Coloro i quali non conoscono i mercati, né gli strumenti che hanno a disposizione per fare trading, possono trovarsi nella situazione di non riuscire ad affrontare correttamente il mercato stesso.

Si potrebbe pensare che forse vale la pena affidarsi a terze persone che investono per conto nostro. Sicuramente anche in questo bisogna conoscere il mercato e la base del trading, dato che conviene sempre sapere cosa sta facendo l’investitore con il nostro denaro e in che maniera lo sta investendo.

In maniera dettagliata, conviene sempre rimanere aggiornati sui tassi ufficiali di sconto e sulle politiche monetarie delle economie più importanti al mondo, sull’andamento del tasso di inflazione, sugli indici delle principali borse mondiali, sui cross valutari e sulle politiche di dividendo che le imprese applicano sulle proprie azioni.

Bisognerebbe inoltre conoscere behe la tipologia di strumenti finanziari sui quali potrebbe essere possibile investire, come ad esempio le obbligazioni, le azioni, gli Exchange Traded Fund, noti anche come ETF, gli Organismi d’investimento collettivo del risparmio, noti anche come fondi comuni di investimento, e i famosi strumenti derivati.

Infine bisogna anche sapere cosa prevede la normativa italiana in merito al discorso fiscale per i guadagni e per gli investimenti fatti nel trading. In questo caso conviene sempre informarsi presso un commercialista molto preparato.