

Abbiamo iniziato a parlare nello scorso articolo degli investitori e del fatto che, secondo uno studio inglese datato 2004, essi sono divisibili in tre diverse categorie: truster, partners e controllers.
I trusters sono coloro che fanno costante affidamento sugli altri. Non sorprendentemente, essi hanno il più basso livello di sofisticazione. Sono anche coloro che capiscono meno i rischi legati agli investimenti e tendono ad essere ingenui, fidandosi ciecamente di ciò che i consulenti o le società di investimento possono dire di poter fare per loro.
Tale ingenuità può portare ad una eccessiva dipendenza dalle persone esperte del settore, che può aprire la porta a potenziali abusi. In alternativa, può portare nervosismo e diffidenza verso le persone, andando ad adottare un approccio al risparmio, che è sicuramente avverso al rischio.
Quando gli investitori mancano di comprensione dei loro investimenti, significa che sono spesso disinformati su cosa si intende con alto, medio e basso rischio, ovvero le tre categorie standard che prevalgono negli investimenti.
Gli investitori pensano che spesso avere a che fare con le azioni è rischioso o che i gestori di fondi in generale comprano azioni con astuzia e che vi sia uno scarso rischio. In generale la realtà è che maggiore è il valore delle azioni che un investitore ha nel suo portafoglio, maggiore è la quantità di rischio della egli assume rispetto al semplice lasciare il denaro in un conto di risparmio.
Mentre molti investitori comprendono i principi di diversificazione del rischio abbastanza bene per evitare di “mettere tutte le uova in un solo paniere“, essi non sempre sanno come evitare che ciò accada. I trusters, per esempio, dimostrano di avere una scarsa comprensione delle classi di attività e poca consapevolezza della serie di prodotti disponibili sul mercato. Di conseguenza, tendono a delegare la maggior parte delle responsabilità verso gli altri, il che porta ad avere risultati alquanto confusi.













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