
La Cina è una delle forze economiche più grandi del mondo, lo sappiamo. Ma da quando è morto il “caro leader” della Corea del Nord, anche per i commercianti cinesi il commercio con il paese coreano è diminuito. Kim è morto il 17 dicembre scorso, colto da un attacco di cuore all’età di 69 anni, la Corea del Nord ha imposto 13 giorni di lutto, che terminano domani.
Molte persone a Dandong, una città di 2,5 milioni di persone nel nord est della Cina, al confine con la Corea del Nord, non possono più fare commercio, dato che dipendono in maniera notevole sulla Corea per quanto riguarda i prodotti petroliferi, gli alimentari e i beni di consumo.
La città inoltre ha normalmente una grande popolazione di nordcoreani, per la maggior parte commercianti, che arrivano per vendere le loro merci, ma in seguito alla morte del “caro leader”, il governo di Pyongyang ha ordinato loro di tornare in patria. Han Lixin, un imprenditore che vende macchine agricole per la Corea del Nord, ha detto che gli affari con il paese coreano sono praticamente finiti dopo la morte del leader.
Inoltre, nel corso di un carico in città, un lavoratore ha detto che il numero di camion che attraversano la frontiera è molto diminuito. C’è stata anche preoccupazione sul fatto che al confine avrebbero fermato l’invio della merce. C’è in ogni caso fiducia sul fatto che il lavoro possa tornare alla normalità una volta che il periodo di lutto fosse finito.
Ma un uomo d’affari cinese, che vende camion, ha detto che non osa prevedere in considerazione il futuro quando si trattava di fare affari con lo Stato coreano, poiché è un paese molto particolare, non è come gli altri. Se la morte del “caro leader” coreano aveva fatto tremare anche gli USA e scosso il dollaro, qualche giorno fa, un motivo ci sarà.















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