

Sulla base dei criteri che abbiamo analizzato nell’articolo precedente, ora diventa importante per il trader scegliere gli strumenti tecnici adeguati per il grafico che si va ad esaminare. Se il mercato è in una situazione di trend, conviene usare determinati indicatori, mentre altri se ne possono usare se siamo in una situazione di no trend. Se la coppia di valute è in una situazione fortemente ciclica, il channel index CCI potrebbe essere una buona scelta. Se le valute sono molto volatili conviene smussare le fluttuazioni con il crossover della media mobile, cosa molto utile per identificare il trend.
Naturalmente la lista può essere molto estesa. Ogni trader deve affinare il suo personale approccio al trading nel corso del tempo e con esperienza, decidendo di volta in volta il tipo di indicatori da usare, anche sulla base di quelli che riesce a comprendere meglio, per poi unirli a formare un metodo semplice e conciso.
Nello stabilire gli strumenti tecnici da usare è anche importante decidere i periodi e gli intervalli di valori da usare. Oggi i trader hanno molti vantaggi rispetto ai trader che operavano in passato, ma la pazienza non è sicuramente uno di quei vantaggi.
Siamo così abituati ad avere tutto automatizzato ed tutto eseguito direttamente dai computer, senza fare domande, che molti non si preoccupano usare il pensiero o di applicare lo studio del mercato ai propri indicatori. Questa cosa che può fare la differenza tra il successo e il fallimento.
Prima di procedere è importante che il trader controllari che i periodi che forniscono i valori al modello, siano i più adatti per la propria strategia.
Ad esempio, per l’indicatore RSI conviene più avere 14 periodi, oppure 10 o 7? Oppure ancora, quale sarà il periodo migliore da usare per le medie mobili che costituiscono l’indicatore MACD? Queste domande possono essere risposte solo attraverso tentativi ed errori.













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