

L’indice dei prezzi al consumo, noto anche come CPI, fornisce dei dati, mese su mese e anno su anno, circa le variazioni dei prezzi pagati dai consumatori per un paniere rappresentativo di beni e di servizi. Lo US Bureau of Labor Statistics misura due tipi di CPI, ovvero il CPI per i redditi urbani ed impiegati, noto come CPI-W, e il CPI legato a tutti i consumatori, noto C-CPI-U.
Dei due tipi di CPI, il C-CPI-U dà una migliore rappresentazione dell’andamento dei prezzi del pubblico in generale, dato che rappresenta i consumi di circa l’87% della popolazione. Viene inoltre calcolate l’indice CPI core, che esclude i beni con prezzi volatili come il cibo e l’energia, che sono altamente volatili.
I prezzi al consumo sono importanti dato che riflettono i consumi degli utenti. Il CPI esamina la media ponderata dei prezzi di un paniere di beni e di servizi, come il trasporto e le cure mediche. Questo indicatore viene calcolato prendendo delle variazioni di prezzo per ciascun elemento del paniere di beni e di servizi. Le merci sono ponderate in base alla loro importanza. Le variazioni dei prezzi al consumo sono utilizzate per valutare i cambiamenti di prezzo associati al costo della vita.
Il CPI è uno dei dati più frequentemente utilizzati per identificare i periodi di inflazione o di deflazione.
Il Producer Price Index, noto come PPI, misura invece i prezzi che vengono sostenuti dai produttori, come ad esempio il costo delle materie prime per le imprese che producono beni. Il PPI misura la variazione media dei prezzi di vendita che sono sistenuti dai produttori di beni e di servizi.
La pubblicazione del PPI misura dei dati su base mensile, trimestrale o anche annua. Dal PPI sono esclusi i prodotti alimentari e i prezzi dell’energia, dato che i prezzi di questi prodotti sono generalmente molto volatili.













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