
Molti economisti concordano sul fatto che alti livelli di disoccupazione sono costosi non solo per gli individui e per le famiglie direttamente colpite, ma anche per le economie locali e regionali, oltre che per l’economia nel suo complesso. Possiamo fare una distinzione tra i costi economici derivanti dalle persone senza lavoro e i costi sociali che spesso ne sono il risultato.
La disoccupazione provoca uno spreco di risorse economiche e riduce il potenziale di crescita di lungo periodo dell’economia. Un’economia con una forte disoccupazione produce delle interessanti possibilità produttive. Le ore che i disoccupati non lavorano non possono essere recuperate. Ma se la disoccupazione può essere ridotta, allora la produzione totale nazionale può aumentare, portando di conseguenza ad un miglioramento del benessere economico.
Un elevato tasso di disoccupazione ha un impatto sulla spesa pubblica, sulla tassazione e sul livello di indebitamento pubblico, questo accade per ogni anno a cui facciamo riferimento. Un aumento nei dati della disoccupazione portano ad un aumento delle spese per le prestazioni ai disoccupati, oltre che minori entrate fiscali. Quando gli individui sono disoccupati, non solo ricevono dei benefici, ma anche non pagano alcuna imposta sul reddito. Mentre si stanno spendendo più soldi per loro, essi stessi contribuiscono meno al governo tramite le imposte indirette.
Questo aumento nella spesa pubblica, insieme con la caduta delle entrate fiscali, può comportare l’obbligo da parte del governo di un maggior indebitamento, noto come requisito di cassa netto del settore pubblico.
La disoccupazione è una cosa che andrebbe assolutamente evitata, ecco perché se ne è parlato tanto e se ne parla tanto in ogni giorno in cui si tocca il discorso della crisi economica europea e americana in particolar modo. Ecco anche perché si dice sempre che una delle soluzioni che le economie hanno per uscire dalla crisi è quella di trovare un modo per diminuire la disoccupazione.















LASCIA UN COMMENTO