FED, discrepanze tra i tassi di interesse
Mentre l’economia statunitense rimbalza, come si muoveranno i tassi di interesse a lungo termine mentre la Federal Reserve decide di tenere il tasso di riferimento a breve termine ancora vicino allo zero. E la banca centrale USA sta ignorando i segnali di inflazione? Come per tante altre cose che riguardano la ripresa economica degli Stati Uniti, i tassi di interesse sono diventati una storia di evidenti contraddizioni ed incertezze.
I tassi ipotecari sono saliti nei mesi scorsi, in seguito al fatto che Wall Street è diventata più convinta che l’economia sta migliorando, in seguito ai timori dell’inflazione. Il tasso medio su un mutuo convenzionale a 30 anni ha toccato anche il 5% questa settimana, contro il 4,2% di novembre. I tassi ipotecari tendono a seguire i tassi di interesse a lungo termine dei titoli del Tesoro USA.
Eppure, anche se a lungo termine i tassi sono in crescita, le banche non stanno pagando ancora quasi niente sui depositi, negando a decine di milioni di americani, in particolare anziani, un rendimento adeguato per il loro denaro. Infatti, i tassi sul denaro sui conti bancari a breve termine sono calanti. Gli interessi medi pagati sui certificati bancari ad un anno sono scesi allo 0,63%, in calo dallo 0.83% di sei mesi fa, quando l’economia era apparentemente molto peggio, e in calo dall’1,04% di un anno fa.
Mentre i tassi sui mutui e sui risparmio divergono, la maggior parte degli analisti ritiene che tutti i tassi di interesse alla fine saliranno, supponendo che l’economia continuerà a migliorare. Però che ci si aspetterebbe anche una ripresa. Ecco dunque che per ogni aumento dei tassi di interesse legati ai mutui per la casa rischia di far rimbalzare il mercato immobiliare, ancora in evidente difficoltà.
Vedremo nel prossimo articolo che cosa potrebbe significare questo e in che modo la FED potrebbe decidere di operare.




