FED e tassi di interesse
Siamo in un ambiente dove, se non altro, i tassi di interesse rischiano di non andare su, dato che sono ancora molto bassi. Al centro dell’equazione del tasso di interesse, naturalmente, c’è la Federal Reserve. La Fed, che controlla la fornitura del denaro alla nazione, fissa direttamente tassi a breve termine e può fortemente influenzare i tassi a lungo termine.
Il presidente Ben S. Bernanke ha fatto tutto per cercare di sostenere la ripresa degli Stati Uniti. Nonostante i crescenti segnali di forza economica, la Fed ha continuato a tenere il tasso di riferimento a breve termine vicino allo zero. Molti analisti credono che la Fed non avvierà il rialzo dei tassi di riferimento entro la fine del 2011, al più presto.
Più controverso è il tentativo della Fed di sopprimere i tassi a lungo termine con l’acquisto di enormi quantità di buoni del Tesoro da parte degli investitori, un programma inizialmente lanciato nel 2009 e ripreso nel mese di novembre, con un nuovo impegno di 600 miliardi di dollari.
Tra gli economisti e persino tra alcuni funzionari della Fed, vi è un dibattito sempre più acceso su la campagna di stimolo economico di Bernanke sia andata troppo oltre. Il rischio è che la politica della Fed sia ormai l’equivalente di spingere giù un molla a spirale. Nonostante gli acquisti, infatti, i tassi di mercato del tesoro hanno un’impennata a partire dal mese di ottobre.
Alcuni critici dicono Fed reazione del mercato è un avvertimento che gli investitori ritengono la banca centrale scatenare l’inflazione mediante pompaggio enormi somme nuovo nel sistema finanziario.
Molti dei buoni del Tesoro che la Banca centrale acquista vengono venduti dalle banche. La Fed vuole che le banche prendano i soldi che ricevono dalla vendita di tali titoli e li girino come spesa per i consumatori e per le imprese.




