
L’indice dei prezzi al consumo negli USA, CPI, è diminuito dello 0.1 per cento ad ottobre, su base destagionalizzata. Lo fa sapere il Bureau of Labor Statistics. Un calo dell’indice dell’energia ha più che compensato i piccoli aumenti negli indici legati al cibo e a tutti gli altri elementi che vengono considerati nel calcolo. L’indice energetico non è salito ad ottobre dopo che era stato in aumento in ciascuno dei tre mesi precedenti. L’indice degli alimenti è invece salito nel mese di ottobre, ma ha visto un incremento relativamente piccolo, anche a causa di alcuni indici particolari che sono stati in calo, come quelli legati alla frutta e alla verdura.
Gli indici legati alle cure mediche sono invece saliti durante lo scorso mese mese di ottobre, così come l’indice del settore dell’abbigliamento, l’indice legato all’acquisto di nuovi veicoli, di auto usate e di camion.
Per chi non lo sapesse, il CPI è un indicatore di inflazione, che mette in evidenza come i prezzi di un certo paniere di beni, aumentino o diminuiscano per un determinato periodo di tempo considerato. Il CPI è pubblicato mensilmente verso il giorno centrale del mese successivo a quello al quale si riferisce. Ad esempio, il 16 novembre è stato pubblicato il dato del CPI di ottobre. E’ anche noto come indice del costo della vita, proprio per stare ad indicare quanto costa acquistare determinati beni o servizi. Solitamente viene rapportato all’indice dei salari. Se infatti per il periodo considerato i salari aumentano meno rispetto al CPI, allora il consumatore è più povero e potrà acquistare di meno. Al contrario, se i salari aumentano in maniera più veloce rispetto al CPI, allora il consumatore è più ricco dato che potrà acquistare di più,in proporzione.
Si tratta, a livello di analisi fondamentale, di uno degli indici più importanti da considerare nel mercato delle valute Forex.















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