Grecia, per gli aiuti si potrebbero attendere nuove elezioni
I funzionari delle finanze della zona euro stanno esaminando dei modi per ritardare le azioni del secondo programma di salvataggio per la Grecia, pur di evitare un default disordinato. Dei ritardi potrebbero esserci fino a che il paese non terrà le elezioni, previste per il prossimo mese di aprile. Mentre la maggior parte degli elementi del pacchetto, che sarà pari a 130 miliardi di euro, sono in atto, i ministri delle finanze dell’area euro non sono soddisfatti dei leader politici della Grecia, cosa che richiede ad Atene di fare dei tagli di spesa.
Non è ancora chiaro in che maniera il rapporto debito-PIL della Grecia, che si trova attualmente a circa il 160 per cento, sarà ridotto al 120 per cento entro il 2020, come richiesto dalla troika, formata dalla Commissione Europea, dal FMI e dalla Banca Centrale Europea. Ci sono delle proposte per ritardare il pacchetto greco, ma l’ordine assoluto è quello di evitare il fallimento del paese.
Germania, Finlandia e i Paesi Bassi stanno spingendo per ritardare il pacchetto, con la Germania che è il paese più irremovibile in questo senso. L’obiettivo è quello di approvare definitivamente il pacchetto solo dopo delle nuove elezioni. Relativamente alla proposta di riconversione del debito, che mira a ridurre gli oneri del debito di Atene, potrebbero esserci delle novità nelle prossime settimane.
Se completato con successo, lo swap consentirà alla Grecia di evitare di perdere un miliardo di euro in obbligazioni. Se Atene invece non dovesse trovare un accordo, allora ci sarà il default.
I dati che vengono da Atene, intanto, mostrano come l’economia si sia ridotta del 7 per cento nel quarto trimestre del 2011, il che rende ancora più difficile per la Grecia raggiungere l’obiettivo. Intanto i ministri delle Finanze della zona euro terranno una conferenza nel pomeriggio per discutere su come procedere con la situazione ellenica.




