
Il presidente della Federal Reserve Bank di Kansas City, Thomas Hoenig, il più longevo policy maker della Fed, ha detto che la crescita economica statunitense probabilmente sta affrontando dei rischi legati al deficit federale e alla crisi del debito in Europa. Le prospettive per il recupero continuano ad essere positive, ma ci sono ovviamente rischi.
La Fed la scorsa settimana completato il piano da 600 miliardi di dollari di acquisti di titoli di debito Tesoro, fatto al fine di stimolare l’economia e ridurre la disoccupazione, Il Federal Open Market Committee ha votato, lo scorso 22 giugno, per mantenere attivo il suo programma di stimolo, affermando il suo impegno a mantenere il tasso di interesse vicino allo zero ancora per un lungo periodo. Hoenig ha detto che gli USA non sono l’unica parte del mondo che ha delle difficoltà economiche, dato che anche l’Europa è sotto pressione, soprattutto per quanto il settore bancario, sotto pressione.
Non si può capire, secondo Hoenig, perché un paese come la Grecia, che è geograficamente delle dimensioni dell’Oklahoma, sta tenendo in ostaggio il mondo in questo momento sulle questioni di stabilità finanziaria.
Il funzionario FED ha detto che l’economia è cresciuta ad un tasso vicino al 3 per cento annuo durante gli ultimi due anni di recupero, mentre il secondo trimestre di quest’anno vedrà una crescita al di sotto del 3 per cento.
Hoenig ha ripetuto il suo appello per il rialzo del tasso di interesse da parte della banca centrale, con l’obiettivo di arrivare a quota 1 per cento come parte di una normalizzazione della politica monetaria volta a riflettere la ripresa che si sta avendo da più di due anni.
L’aumento delle leggi USA in settori come quello bancario e dell’assistenza sanitaria comporta un altro rischio per la crescita, secondo Hoenig, che afferma che bisogna regolare l’economia, il che richiede tempo.















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