
Il fallimento della zona euro potrebbe avere delle onde d’urto in tutto il mondo, spostando l’equilibrio del potere geopolitico e, forse, inducendo ad una sostanziale revisione di ciò che il futuro del mondo potrebbe essere. Delle fonti comunitarie hanno riferito alla nota Reuters che dei funzionari della Francia e della Germania, hanno tenuto delle discussioni in merito ad un Europa a due velocità, con una più piccola e più ristretta, di paesi forti e veloci, oltre ad una zona più esterna, di paesi deboli e lenti. L’obiettivo sarebbe quello di interrompere la crisi della zona euro. Ma i leader europei stanno ancora lottando per trovare una risposta credibile alla crisi stessa, e la prospettiva che anche un solo paese possa lasciare l’UE, in maniera inadempiente a causa del debito sovrano, è una soluzione che si fa più concreta di giorno in giorno.
Improvvisamente, gli esperti, i politici e gli altri osservatori si trovano in discussione su uno dei presupposti fondamentali, ovvero che un’Europa sempre più unita sarebbe un giocatore chiave in un nuovo mondo.
Uno dei grandi pilastri della globalizzazione, gli Stati Uniti, sono in un periodo di difficoltà e guardano verso l’interno. Ora uno degli altri pilastri, ovvero l’Europa, sembra sul punto di implodere. Sempre di più i poteri del mondo sono quelli di Cina, India, Brasile e altri paesi in crescita. Per lo meno, dicono gli esperti, il mondo dovrà abituarsi ad un’Europa che ha perso molta della fiducia che aveva e che ha molto meno forza verso l’impegno internazionale.
Non solo i leader europei, ma anche quelli del G20, hanno in testa che la reputazione degli attuali sistemi di governance globale sia a brandelli. Alcuni dei danni che questa cosa comporta possono essere già in gran parte irreversibili. Tanti settori strategici stanno infatti già cominciando a rivedere il loro parere sull’Europa. Qualsiasi accordo in cui l’Europa era dentro, semplicemente per un discorso di integrazione e per la possibilità di diventare un attore principale, è saltato. Questo solleva delle questioni interessanti guardando le altre aree del mondo. L’Europa avrebbe dovuto essere il modello da seguire,, ma oggi questa affermazione è molto in discussione.















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