Investire a margine in azioni e nel Forex, che differenza c’è?

Nello scorso articolo abbiamo parlato dell’investimento a margine, ovvero della possibilità che il trader Forex ha di prendere in prestito del denaro dal broker al fine di poter portare a termine un’operazione e tentare di guadagnare da essa. Abbiamo anche detto che il commercio a margine, oltre a costituire una importante forte di guadagno per il trader, potrebbe alla lunga essere anche una grande perdita per il trader stesso, nel caso in cui il trend non vada nella direzione sperata.
Parlando di trading a margine, ci si potrebbe chiedere se c’è differenza tra fare trading a margine nel Forex e invece farlo nel mercato azionario. Effettivamente si, ci sono alcune differenze tra i due tipi di trading a margine.
La differenza principale è che i broker di solito permettono ai trader di fare trading fino a due volte il valore del loro conto. Ci sono poi anche dei requisiti di mantenimento del margine. Vale a dire che se l’investitore sbaglia trend e il valore del suo capitale scende al di sotto del 30%, allora il broker chiede immediatamente la posizione. Questo margine serve a tutelare entrambe le parti da una situazione in cui il trader dovesse accumulare un debito maggiore rispetto a quanto sarebbe in grado di gestire.
Chiaramente, mentre il margine di negoziazione, in qualsiasi mercato ci troviamo, ha potenzialmente dei grandi benefici per il trader, bisogna considerare anche il conseguente e considerevole aumento del rischio.
Questa forma di investimento è consigliata solo per chi ha molta esperienza, nel Forex o nel mercato azionario.
Potremmo infine aggiungere una sorta di “nota a margine”, dato che il margine di negoziazione può creare un gran problema al mercato nel suo complesso, non solo al singolo investitore, quando ad esempio tante persone non riescono più a pagare i debiti derivanti dall’uso del margine stesso.
Guardando indietro nel tempo, effettivamente, una serie di trader inadempienti a seguito dell’apertura di operazioni a margine ha portato alla grande crisi del 1920, facendo nascere la Grande Depressione.




