La Cina aumenta i suoi investimenti negli USA
La Cina, il più grande creditore estero degli Stati Uniti, ha aumentato le proprie disponibilità in titoli di Stato del paese americano, nello scorso mese di gennaio, per la prima volta da sei mesi.
La domanda di debito del Tesoro è stata sostenuta dalla preoccupazione circa il fatto se la Grecia possa essere in grado di raccogliere il giusto sostegno politico per tenere in vita le misure di austerità necessarie per ottenere l’accesso ai fondi di salvataggio. Questa domanda risponde anche al declino nelle aziende cinesi, iniziato nel mese di agosto, in seguito al fatto che Standard & Poor ha abbassato il rating del credito degli Stati Uniti a seguito della famosa disputa tra i repubblicani in Congresso e il Presidente Barack Obama circa l’accordo in cui gli Stati Uniti avrebbero dovuto aumentare il limite di indebitamento.
La Cina ha ridotto le proprie partecipazioni verso il debito pubblico degli Stati Uniti nel 2011, per la prima volta da quando il Tesoro ha iniziato a rilasciare i dati nel 2001. La seconda più grande economia del mondo ha ora 1.150 miliardi di dollari di titoli del debito americani, contro i 1.160 miliardi di dollari avuti nel dicembre 2010 e i 1.310 miliardi di dollari avuto nel luglio 2011.
Anche il ritmo di accumulo delle riserve influirà sull’impatto della domanda cinese verso il debito pubblico degli Stati Uniti. Le riserve valutarie del paese orientale sono in calo del 2,8 per cento. I responsabili politici cinesi hanno sostenuto che la diversificazione delle riserve in valuta estera è sempre importante.
Il Giappone ha invece mantenuto il suo posto come secondo più grande finanziatore degli USA, aggiungendo un 2 per cento al totale dei titoli di debito che ha, arrivati a quota 1.080 miliardi di dollari.
La Fed rimane ancora oggi il maggior possessore di titoli di debito degli Stati Uniti, con 1.660 miliardi di dollari nel suo stato patrimoniale.




