

Nel Regno Unito la disoccupazione è scesa, di più rispetto alle previsioni degli economisti. Secondo l’ufficio del lavoro britannico il numero di disoccupati è di 2,4 milioni di persone, contro i 2,51 milioni della rilevazione precedente. Allo stesso modo, il numero di persone che ricorrono al sussidio di disoccupazione è sceso al di sotto di 31 mila persone.
Il lavoro è un settore assolutamente fondamentale nell’economia di un paese, dunque una ripresa è vista sempre di buon occhio. Secondo gli esperti del settore, però, potrebbe trattarsi della classica “quiete prima della tempesta” derivamente dalla perdita di posti di lavoro del settore pubblico, cosa di cui aveva fatto cenno Cameron, primo ministro britannico, parlando di come poter ridurre il deficit britannico.
Il tasso di disoccupazione del Regno Unito si va a confrontare con quello della zona euro, pari al 10,1 %, con quello USA, pari al 9,7 % e con quello del Giappone, pari al 5,1 %.
Nel pubblico impiego il lavoro è sceso da 7.000 a 6.090 milioni di persone, facendo registrare il primo calo dal primo trimestre del 2008, poco prima che la Gran Bretagna entrasse nella peggiore recessione dalla seconda guerra mondiale. Attualmente, in Gran Bretagna, il governo rappresenta un quinto dei posti di lavoro disponibili nel settore pubblico. L’occupazione nel settore privato è invece aumentata di 12.000 unità, dopo che durante la fase critica tali imprese private avevano tagliato circa 1 milione di posti di lavoro.
Cameron si è impegnato a stimolare la crescita di posti di lavoro privato al fine di aiutare a compensare i tagli che ci saranno nel settore pubblico.
Staremo a vedere in futuro come le decisioni del primo ministro britannico influiranno sull’economia inglese e, di conseguenza, sulla sterlina. Sicuramente, per chi volesse investire nel Forex, sono dati da tenere in considerazione.













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