La liquidità del mercato e la FED
La politica della Fed è quella di iniettare liquidità sufficiente nel sistema per garantire la migliore crescita possibile senza inflazione. Gli americani chiamano questo modo di operare “fine tuning“, vediamo come opera ogni giorno.
Per esempio, supponiamo che il FOMC decide di acquistare bond. In tal modo, diversi milioni di dollari vengono pompati nel mercato attraverso il sistema bancario. Questo sistema genera un effetto moltiplicatore del credito. Purtroppo le raccomandazioni del FOMC non sono rese pubbliche. Gli economisti che rappresentano le banche d’investimento più importanti cercano di indovinare cosa sta facendo la Fed.
I loro metodi di operare sono complessi e richiedono una conoscenza perfetta del sistema bancario statunitense. Sicuramente il metodo più affidabile per determinare la politica della Fed rimane il livello del tasso dei fondi federali interbancari su base giornaliera. Le banche sono tenute a disporre di liquidità sui loro libri contabili o in deposito presso una banca regionale. Tale riserva è nota come riserva obbligatoria e rappresenta una certa percentuale di depositi, che sono iscritti come passività nel proprio bilancio. Le riserve in eccesso di una banca rappresentano il saldo tra le riserve totali indicato nei propri libri contabili e l’obbligo di riserva che si è tenuti a conservare. Le riserve bancarie saranno composte di liquidi, ovvero denaro contante, da titoli negoziabili e dai depositi delle banche.
Queste riserve sono rivalutate ogni due settimane. Che cosa succede allora? Alcune banche hanno delle riserve in eccesso, altre invece sono invece in deficit. Il Fondo federale stabilirà il tasso al quale le banche che hanno i fondi in surplus dovranno prestarne alle banche che sono in deficit.
Questo tasso ha la particolarità di reagire rapidamente alle azioni controllate dalla FED. Non sarà sufficiente, tuttavia, per anticipare le tendenze del mercato, dato che si basa sulla situazione del mercato del credito.




