
Andando a guardare i dati economici degli Stati Uniti e guardando a come la Fed si muove verso un aiuto dei mercati, si nota anche il rischio legato alle posizioni forex in materie prime. Nelle prossime ore e nei prossimi giorni potremmo attenderci una pesante vendita della valuta USD. Mentre le aspettative per l’USD sono al ribasso, la visione per l’euro è decisamente più ribassista. Il problema è che la debolezza economica negli Stati Uniti indubbiamente fa presagire un ulteriore peggioramento nella zona euro.
E mentre gli Stati Uniti hanno teoricamente le capacità per gestire una crisi, l’Europa non le ha. Con la combinazione dei politici UE che sono di ritorno dalle loro vacanze estive e la ripresa sul dibattito della crisi del debito sovrano, questa settimana porta dei dati critici sul settore dei servizi, che continua in un trend di debolezza.
I dati che sono stati resi noti domenica e che vengono dalla Germania, inoltre, suggeriscono che il partito di governo del Cancelliere Merkel sta perdendo il sostegno, a causa di dubbi da parte dei tedeschi sulla gestione della crisi del debito sovrano dell’Unione europea e sul rallentamento dell’economia interna.
Sembra inoltre che un non identificato economista senior del FMI afferma che la Grecia dovrà probabilmente far fronte ad un hard default ben prima del marzo 2012.
In Svizzera la minaccia di intervento o di ulteriori azioni della BNS per indebolire il franco sono un po’ dissipate, la maggior parte delle persone crede che la speculazione sul franco sia un evento che ha basse possibilità di realizzarsi.
Nella zona euro i dati economici non sono semplici, così come non lo sono quelli che vengono dagli USA. Anche nel Regno Unito i mercati sono alla ricerca di dati migliori rispetto al passato. Per quanto riguarda la politica monetaria della settimana, invece, il tema dominante sarà il G10 e il discorso sul lavoro da parte di Obama.















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