
La recente vendita di buoni del Tesoro giapponese non avrà effetto sulla diversificazione del proprio paniere di valute da parte della Cina, che continuerà l’acquisizione di titoli del tesoro delle maggiori economie. Ma il paese deve valutare anche altri canali di investimento.
La Cina ha tagliato le sue partecipazioni al debito giapponese, vendendo 24,5 miliardi dollari nel mese di agosto, la più grande vendita in un singolo mese dal 2005. Considerando lo scambio di agosto tra yen e dollari, la vendita è stata un esempio di comportamento di investimento basato sul mercato e destinato a ritornare quando il prezzo salirà vertiginosamente.
La riduzione dei titoli di debito è stato come al solito un esempio di comportamento di investimento. La Cina ha acquistato diverse volte titoli di debito giapponese, da gennaio a luglio. La mossa era parte della strategia del governo di diversificare i suoi 2.450 miliardi dollari in riserve estere, che in precedenza aveva focalizzato sul debito degli Stati Uniti.
Sono stati comprati 583 miliardi di yen di debito giapponese a luglio, 735 miliardi a maggio e 456 miliardi a giugno. Nel 2010, la Cina ha acquistato un totale di 2310 miliardi di titoli del debito giapponese, nove volte più del record di 253 miliardi del 2005. Quest’anno il pessimismo sugli Stati Uniti l’andamento dell’economia interna ha indebolito il dollaro e fatto alzare il problema del debito sovrano.
Relativamente ai bond USA, la Cina ha leggermente aumentato la sua quota, portando a 846 miliardi di dollari a luglio, dopo due mesi di ribassi. Ma si trova ancora circa 91,6 miliardi dollari in meno rispetto al settembre 2009 , dove c’era stato il picco di 938,3 miliardi dollari. La Cina ha anche triplicato gli investimenti in Corea del Sud nei primi nove mesi del 2010, secondo quanto detto dalla Financial Supervisory Service di Seoul. E il premier Wen Jiabao ha espresso interesse per nuovi buoni del tesoro greco.















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