
Il declassamento da parte di Moody’s all’Italia ha avuto delle reazioni contrastanti da parte degli alti funzionari del paese. Il primo ministro italiano Silvio Berlusconi ha detto che era un downgrade “atteso”, considerando le prospettive economiche generali e il precedente taglio dei tassi da parte di Standard & Poors. Berlusconi ha confermato che il governo italiano sta lavorando con estrema determinazione per introdurre delle nuove misure al fine di stimolare la crescita. Inoltre, l’obiettivo resta sempre quello di soddisfare gli impegni al fine di garantire le finanze pubbliche.
Martedì, lo ricordiamo, Moody’s ha declassato il rating del credito dell’Italia di tre tacche, da Aa2 ad Aa2, con outlook negativo, pur affermando il suo rating a breve termine è migliore.
Il presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, al contrario, ha espresso delle gravi preoccupazioni sul downgrade di Moody e ha chiesto delle azioni concrete. Parlando in una conferenza, il presidente ha detto che la crisi doveva essere superata con la solidarietà, la coesione e una governance coordinata da tutta la comunità globale.
C’è anche stato chi ha criticato la mancanza di azione da parte del governo. Secondo tali voci il declassamento potrebbe impedire alle imprese la possibilità di accedere in maniera semplice alle banche italiane e al credito al fine di essere investito in azienda per creare lavoro e sviluppo, con delle ripercussioni negative sugli investimenti delle imprese. C’è anche chi vuole una rapida attuazione delle misure di crescita al fine di stabilizzare l’economia, che oramai continua a versare in uno stato di grande difficoltà.
Per quanto riguarda l’impatto della decisione di Moody’s sulle banche italiane, la forza delle istituzioni finanziarie del paese dipende esclusivamente da una revisione economica.
Nonostante tutto un downgrade è sempre una cosa negativa, che potrà avere i suoi effetti, più o meno grandi, nel prossimo futuro.















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