
L’euro si è trovato in una situazione tale da raggiungere dei valori molto bassi durante la giornata di ieri. La nostra valuta sembra vulnerabile alle preoccupazioni circa la crisi del debito in Grecia, che potrebbe essere sempre più fuori controllo. Inoltre un nuovo piano di salvataggio che dovrebbe aiutare a mantenere la Grecia in carreggiata è ancora sfuggente, mentre le proteste dei greci contro l’austerità degenerano in grandi ondate di violenza ad Atene.
Siamo in una situazione in cui il differenziale di rendimento dei titoli di Stato greci a 10 anni, rispetto al Bund tedesco, sono arrivati ad un livello recordo. Ciò aumenta ancora i timori di un contagio portoghese ed irlandese. Gli investitori sono sempre preoccupati che i politici non riescano ad accordarsi sulle misure di aiuto per la Grecia. Inoltre, anche se piccoli, i conti dell’economia greca potrebbero influenzare l’intero sistema finanziario europeo.
In seguito ai cali dell’euro, l’indice del dollaro si trova ai massimi da tre settimane a questa parte, dopo aver fatto registrare un guadagno dell’1.7% durante la giornata di mercoledì. Si tratta della più grande percentuale di guadagno in un solo giorno da agosto 2010.
Il dollaro è rimasto fermo anche contro le altre valute considerate porto sicuro, come il franco svizzero e lo yen. Per il franco svizzero, l’attenzione è rivolta alla Banca nazionale svizzera, che dovrebbe mantenere i tassi allo 0,25%. Gli analisti si aspettano che la banca alzerà i tassi di 25 punti base nel prossimo mese di settembre e poi di nuovo a dicembre, ma si teme di spingere ancora il franco, sia contro l’euro che contro il dollaro.
Relativamente alle altre valute, il dollaro australiano ha perso terreno nei confronti del dollaro statunitense. Per chi volesse investire nel corso delle prossime ore, dunque, occorrerà stare attenti all’andamento della nostra valuta nei confronti soprattutto del dollaro USA.















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