

L’andamento dell’economia e dei mercati di solito va al di là del semplice concetto di domanda e offerta. E’ importante avere una conoscenza almeno di alcuni dei concetti economici che influenzano i mercati. In questo modo possono avere un notevole impatto positivo sul proprio futuro finanziario.
Uno dei concetti economici più importanti è l’inflazione. Al suo livello più elementare, l’inflazione è semplicemente un aumento dei prezzi. Nel corso del tempo, dato che il costo di beni e di servizi aumenta, il valore di una valuta scende, dato che non si sarà più in grado di acquistare, con la stessa quantità di denaro, le stesse cose che si potevano acquistare prima.
E’ importante notare che una certa quantità di inflazione è considerata normale, addirittura, per la sua relazione con la disoccupazione, l’inflazione è in realtà considerata da alcuni come auspicabile. Il tasso annuo di inflazione è oscillato notevolmente nel corso degli ultimi cinquanta anni, portando il valore dell’inflazione da quasi zero, addirittura la 23%.
Le banche centrali, come la Fed e la BCE, cercano attivamente di mantenere un determinato tasso di inflazione, solitamente pari al 2 o al 3% annuo, che però può variare a seconda delle circostanze. Si parla poi di deflazione, ovvero un’inflazione negativa, che si verifica quando i prezzi diminuiscono in un dato periodo di tempo. La deflazione non è una riduzione dell’inflazione, dato che quando il tasso di inflazione decresce, esso resta comunque positivo.
Ci sono due principali indici utilizzati per misurare l’inflazione. Il primo è il Consumer Price Index, noto anche come CPI. Il CPI misura il prezzo di un gruppo di beni e di servizi. Questo gruppo di beni è noto come “pacchetto” e contiene beni elementi come cibo, vestiti, benzina e computer.
Si parla poi di “Core Rate” o di “Core CPI”, per indicare che ci sono alcune voci nel pacchetto utilizzato per misurare l’inflazione che sono estremamente volatili, come i prezzi della benzina. Se si eliminano queste voci, si ha un tasso di CPI migliore in termini di indicatore per l’inflazione reale.
Il secondo metodo è il Producer Price Index, noto anche come PPI, che verrà analizzato nel prossimo articolo.













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