
La Cina ha appena annunciato un drastico calo della quantità di metalli preziosi che verranno esportati verso il Giappone e verso il mondo occidentale. Questo spiega la difficoltà che recentemente c’è nella produzione di beni e materiali, dalle turbine eoliche fino agli iPod. Molti produttori stanno già cercando di ridurre la quantità di metalli nei loro prodotti mano a mano che il prezzo di queste sostanze aumenta.
Aumentando il costo di questi materiali, anche il costo dei prodotti che con essi vengonocreati sono soggetti ad aumenti, naturalmente con il passare del tempo. Questo spiega la difficoltà per il PIL delle economie che vendono prevalentemente prodotti che coinvolgono metalli. Tra questi paesi ci sono il Giappone, che è un produttore, e gli Stati Uniti, che invece è un distributore. Ecco anche perché le loro valute sono in difficoltà col passare del tempo.
Lo yen giapponese conserva meglio il suo valore dato che la nazione del Giappone è principalmente un paese di esportazione e non vuole che i suoi prodotti diventino costosi. Forse a breve termine una mancanza di esportazione aiuterà lo yen giapponese a perdere terreno, tuttavia, a lungo termine, in queste nazioni si corre il rischio di vedere una soluzione di allentamento quantitativo.
Con il ridotto potere d’acquisto del Giappone, questo sarà sempre meno in grado di acquistare dalla Cina o da chiunque altro. Se il Giappone dovesse superare il dollaro degli Stati Uniti, subiranno delle pesanti perdite nel cambio valuta tutte quelle società americane che distribuiscono i prodotti giapponesi in America. Questo tipo di effetto domino delinea la vera natura dell’economia globale nella quale attualmente ci troviamo. Ecco che bisogna fare attenzione al dollaro e allo yen, per chi volesse investire il proprio denaro nel Forex, dato che entrambe le valute sono suscettibili di cadute drastiche nel corso del prossimo futuro.















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