

Nello scorso approfondimento abbiamo iniziato a parlare del Price Shading, ovvero della tecnica con la quale un broker aggiunge dei pips al prezzo che viene loro praticato nell’acquisto o nella vendita di valute da parte delle banche, e guadagnano sulla differenza.
Perché il Price Shading funziona? Se ci sono 100 compratori e 100 venditori, il broker applica un pip da ogni trade, per un totale di 200 pips. Se ci sono invece 150 compratori e 50 venditori, allora il broker applica un’aggiunta del prezzo di due pips per sui compratori e nessun pips in aggiunta sui venditori. Il risultato totale in questo caso è di 300 pips.
Come possiamo fare per capire se anche il nostro broker applica il Price Shading? L’unico modo per capirlo è avere un terminale da Reuters o da Bloomberg, che pubblicano i prezzi che vengono applicati dalle banche ai broker. In questo caso basterà fare un semplice confronto per capire se il broker applica una maggiorazione sui prezzi oppure no. In alternativa possiamo anche aprire un account Forex con due broker diversi e confrontare i prezzi che ognuno di essi pratica.
In questo caso avremo la possibilità di capire dove un broker applica dei prezzi maggiori rispetto a quelli di acquisto praticati dalle banche oppure dei prezzi minori rispetto a quelli di vendita che sono praticati dalle banche.
In questo approfondimento e in quello scorso abbiamo concluso dunque il discorso teorico legato al concetto di Price Shading. A partire dal prossimo approfondimento vedremo come poter battere il broker al suo stesso gioco, ovvero come poter guadagnare denaro nonostante il fatto che egli applica Price Shading sui prezzi. A prima vista il Price Shading, infatti, può sembrare solamente negativo per il trader e di guadagno per il broker, in realtà non è sempre così, l’importante è operare seguendo una precisa strategia.















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