
Parlando di debito europeo, vediamo una sorta di scenario. In altre parole, ciò che potrebbe accadere è:
- un trasferimento del debito greco e degli altri debiti del sud Europa a tutti i cittadini europei
- dei grandi tagli alla spesa pubblica ovunque ma soprattutto in Europa meridionale
- imposte più elevate in tutto il mondo per sostenere il debito dell’Europa meridionale
- tutto questo imposto da persone non elette a Bruxelles
Parlando dal punto di vista politico non sarebbe gradevole essere la persone che deve spiegare tutto questo ai vari elettori degli stati che sono in forma, come la Germania. Ecco anche perché fino ad ora si è agito in maniera così lenta. Il problema è che più l’azione diventa lenta e più costosa diventa, oltre che con meno probabilità abbia successo.
Se l’azione arriva presto e se è decisa ed ordinata, allora potrebbe essere possibile costringere i creditori a togliere alcune delle loro perdite. Ma in preda al panico i governi non avranno il tempo o il margine di manovra per negoziare. Saranno di fronte ad una alternativa molto più preoccupante, ovvero pagare tutto. E se i mercati dovessero avere l’idea che i politici del nord Europa potranno non essere d’accordo con la situazione, la corsa agli sportelli potrebbe iniziare molto velocemente.
L’esigenza suprema è quella di sopraffare il problema, ovvero mostrare ai mercati che le risorse a disposizione per pagare tutti gli obblighi ci sono. Questo permetterebbe di guadagnare credibilità in maniera che i creditori possano essere disposti a sostenere parte dei costi del salvataggio.
Nel 2008 ci si preoccupava che c’erano delle banche troppo grandi per fallire, le famose too big to fail. Nel 2011 ci si deve preoccupare del fatto che ci sono dei paesi troppo grandi per essere salvati. Se la crisi arriverà essa richiederà i fondi del Fondo Monetario Internazionale e molto probabilmente del Tesoro americano.















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