
La volatilità può anche probabilmente essere innescata da eventi economici. In questo caso, i partecipanti al mercato possono interpretare i dati fondamentali, in modo diverso dal solito. Un perfetto esempio di questo sono di solito i rapporti della produzione mensili, che vengono rilasciati da quasi tutte le economie industriali.
Gli operatori si chiedono come mai il mercato è sceso se il settore manifatturiero ha registrato una crescita positiva. La risposta è semplice. Il mercato aveva una diversa interpretazione e le posizioni effettive sono state ridisegnate e spostate. Questi tendono a creare delle grandi opportunità per alcuni e delle orribili opportunità per altri.
Il panico può essere trovato anche in ambienti determinati di un dato mercato. Non deve essere un sentimento confuso con la paura o con l’avidità, dato che la vendita o l’acquisto da panico possono creare nei mercati dei movimenti molto grandi e relativamente irrintracciabili. Queste condizioni porteranno alcuni a perdere le proprie posizioni, lasciando gli altri a bocca aperta per il fatto che la posizione era giusta ma si sono solo fermati prematuramente.
Questi due esempi creeranno ulteriore panico e la volatilità farà abbandonare, ai commercianti, la propria strategia al fine di operare, come improvvisando, nel mercato. Come risultato si crea un circolo vizioso di volatilità che resta fino a che il mercato non arriva ad una definitiva direzione.
Le semplici regole che abbiamo descritto ed indicato in questo e negli scorsi articoli riguardano la volatilità nei mercati difficili, ricordando il fatto che ci sono anche delle interessanti opportunità di continuare a fare trading, anche se le condizioni di mercato sono meno attraenti.
Fare scambio in condizioni di mercato volatili dovrebbe essere una cosa semplice, ma che continua a seguire la nostra strategia di base. Bisogna inoltre regolare la leva sulla base della volatilità, utilizzando degli stop loss stretti.















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