
Una sistema grid, così come lo abbiamo analizzato negli scorsi articoli, può avere infinite variabili di configurazione, ma, indipendentemente dalla loro complessità, tutte hanno in comune solo alcune variabili, che ne definiscono la struttura principale.
Gamma, densità e dimensione del passo, ovvero la distanza in pips tra due linee contigue della griglia. Si tratta di una variabile primaria e influisce molto sul risultato finale che saremo in grado di avere. Delle linee molto distanti tra di loro daranno luogo a poca attività e permetteranno solo difficilmente di recuperare le perdite causate dall’apertura di nuove posizioni.
Quando le linee sono molto ravvicinate, invece, l’attività è molto frequente, risponde bene al mercato ma, ovviamente, diventa di crescente complessità. Una forte tendenza intraday può portare ad un fitto reticolato di perdite finanziarie senza avere la possibilità di sfruttare la correzione abituale che di solito segue un trend intraday. La pubblicazione di una notizia è una minaccia a questo tipo di tecnica, per l’elevata volatilità che spesso generano questo tipo di eventi periodici.
E’ molto importante, dunque, regolare le linee a seconda della volatilità del mercato, della coppia di valute su cui operiamo e della complessità generica.
Prendere profitto per ogni operazione aperta. Sappiamo che nel sistema classico il Take Profit di ogni operazione è quello corrispondente alla distanza tra i livelli adiacenti, a cui deve essere tolto il costo dello spread. Nel Forex lo spread è di solito un costo fisso e costante. Se invece tale spread fosse variabile, allora sarebbe un po’ più complicato controllare correttamente il funzionamento di questo sistema.
Stop loss per ogni operazione aperta. Sappiamo che lo stop loss ci permette di controllare le perdite. Nel sistema Grid tutte le operazioni dovrebbero avere un livello generale di Stop Loss.













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